Giorno 6

Cartagena de Indias, la \”Heroica\”

Città dall’atmosfera magica che fonde storia, natura e piacere di vivere

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Cartagena de Indias, la \”Heroica\”

Mattina a Cartagena de Indias

Oggi ci eravamo ripromessi una sveglia tranquilla, invece non tardiamo in quanto l’alba alle 6 fa proiettare le prime luci del sole poco dopo; ci prepariamo colazione nel tranquillo appartamento a disposizione e impostiamo la visita de “La Heroica”, ovvero Cartagena de Indias. Prima di uscire, il titolare viene a fornirci alcune indicazioni e saldiamo il conto, a seguire ci rechiamo nella vicina agenzia da lui stesso consigliataci per prenotare il tour delle isole caraibiche per domani.

Scopriamo una città che nonostante la massiccia presenza di turisti e i giorni di weekend prenatalizio riesce a essere attraente e in grado di raccontare tante storie vere. Di dimensioni notevoli (conta 1 milione di abitanti) presenta uno straordinario centro storico, è una città portuale con 13 km di mura parte delle quali sono prospicenti alle rive del Mar dei Caraibi. Le sue strade colorate e piene di fascino ne fanno la porta del Sud America e vanta intorno a sé la presenza di diversi arcipelaghi e isole. La visita del centro è semplice in quanto concentrato nelle vie che s’incontrano perpendicolarmente dentro alle mura di fortificazione, le quali oggi offrono un ottimo punto di osservazione sia verso il nucleo antico che verso il mare o gli altri quartieri di Cartagena. I cannoni posti in cima ricordano il bellicoso passato, a difesa contro pirati e imperi nemici (inglesi sopra tutti).

Una strada pedonale colorata e vivace in un mercato colombiano pieno di bancarelle.

Tradizioni e spiritualità

Con Uber scendiamo alla Torre dell’Orologio (entrata ufficiale della città murata) con la bella piazza in cui si erge senza pretese di dominarla la statua di Cristoforo Colombo. Visitiamo con attenzione il Palazzo dell’Inquisizione, teatro di orribili torture nei tempi in cui la religione combatteva contro i suoi stessi principi; è curioso quanto stridente vedere a pochi isolati di distanza l’immagine di Torquemada e quella di San Pedro Claver, il primo santo del Sudamerica definito lo schiavo degli schiavi, un prete che si mise a disposizione per confortare quelle merci umane provenienti dall’Africa appena sbarcate nel porto di Cartagena. Proseguiamo visitando il museo del Oro in Plaza de Bolivar, terminando alle Bovedas, dove al posto dei magazzini militari oggi si trova una lunga fila di negozi di souvenir. Sotto il sole fa caldo ma basta camminare nell’ombra per godere di condizioni più piacevoli. Rientriamo alla piazza de los Coches (quella del monumento a Colombo) con le decorazioni natalizie e i banchi di dolciumi sotto i portici, per spostarci al Forte di San Felipe de Barajas, la fortezza più grande costruita dagli spagnoli in Sud America e mai caduta in mano nemica; presenta aspetti di grande interesse, reso ancora maggiore dopo aver visto il filmato che racconta la storia delle guerre di cui è stato protagonista, in particolare dell’assalto da parte degli inglesi, che per poco non riuscirono a espugnarlo. Fa riflettere il commento della voce di sottofondo, la quale rimarca come in caso di vittoria britannica nel 1741 si sarebbero spalancate loro le porte di quello che all’epoca veniva chiamato il Virreinato de la Nueva Granada, e probabilmente oggi il Sudamerica parlerebbe inglese. Pur non avendo ambizioni di conquista, salire le rampe che conducono alla parte superiore della costruzione è reso faticoso dal sole che picchia sulla verticale, ma la vista ripaga ampiamente lo sforzo. Tutta la città murata in vicinanza e i moderni grattaceli più distanti, con le penisole che adducono al mar dei Caraibi, sono sotto di noi nel pieno della loro magnificenza.

Persone in abiti colorati passeggiano lungo una strada con archi gialli a Cartagena, Colombia.

Musei e memoria a Cartagena de Indias

Dopo aver speso energie durante la visita fortuna vuole che incappiamo nel museo della cioccolata, quasi di fronte alla rampa di salita al castello. Ed è una vera gioia scoprire che si può sperimentare la birra al cioccolato: l’assaggio della bevanda, senso della novità e freschezza rendono il mezzo litro di assaggio un’esperienza ideale per il reintegro delle calorie. La visita al museo è interessante, mai quanto la birra. Così rafforzati affrontiamo una nuova camminata, questa volta in piano, nel quartiere Getsemani; un tempo non godeva di grande fama ed era abitato da lavoratori portuali, adesso è diventato un simpatico dedalo di strette viuzze colorate piene di bar e locali dove trascorrere una tranquilla serata. La street art con i suoi numerosi graffiti infonde ulteriore colore al già variopinto quartiere. Poco distante assistiamo anche all’uscita di due neosposi dalla chiesa; veniamo a sapere che questo è il periodo in cui si celebrano molti matrimoni e per la maggior parte si tratta di gente che viene da fuori a sposarsi nello splendido scenario che offre Cartagena. Questo spiega anche il numero ristretto d’invitati “in trasferta”, contrario alla tradizione che vuole partecipazioni ben più numerose per i matrimoni in contesto latino.

Per cena troviamo un ristorantino nel centro storico, ma leggermente fuori dai flussi turistici; la città si sta animando per il fine settimana prenatalizio e preferiamo evitare il caos. Almeno fino a quando non abbiamo finito di mangiare, dopo è bello immergersi con la folla a vedere le decorazioni illuminate e soprattutto i frequenti spettacoli di stradaofferti da gruppi di ballerini. Tanto interessante che andiamo ancora nel quartiere Getsemani per un drink e vedere anche solo lo show di persone che ci scorre davanti lungo la strada. Ballerini, musicanti, ma anche gente normale vestita in modo vivace quanto decoroso si esibiscono un po’ ovunque, soprattutto nella zona della torre dell’orologio. Oltre alla festosità delle persone, è da rimarcare l’incredibile illuminazione e la dotazione di decorazioni natalizie; è un tratto comune a tutta la Colombia, ma a Cartagena ha il suo apice; in centro non esiste casa o tetto non illuminato, i muri sono interamente ricoperti di luci e rappresentazioni natalizie campeggiano in ogni piazza.  Quando le ultime forze vengono meno ci ritiriamo nel nostro rifugio per qualche ora di riposo.

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