Colombia
La Colombia si sta staccando dal suo pesante passato, un Paese dove si incontra un’incredibile varietà di paesaggi: coste caraibiche, altipiani e vette andine, alte dune a picco sul mare, coltivazioni di caffè e aspetti culturali legati al passato coloniale e precolombiano. A tutto ciò si aggiunge una popolazione multiculturale che rappresenta una delle sorprese più interessanti.

Il mio commento della situazione geopolitica del Paese su:

Introduzione
“La vita non è quella che uno ha vissuto, ma quella che uno ricorda e come la ricorda per raccontarla”
Gabriel Garcia Marquez
Sebbene il Paese richiami il suo nome, Cristoforo Colombo non è mai sbarcato in Colombia. In compenso in seguito sono sbarcati quasi tutti gli altri: gli spagnoli in massa fin dagli albori del ‘500, gli schiavi neri provenienti dall’Africa a cominciare da un secolo dopo, immigrati da ogni dove a seconda del momento storico, per finire con i venezuelani in fuga dalla crisi economico politica che avvolge il loro Paese. Alla fine arriviamo anche noi sfidando preconcetti duri a morire: quando si parla di un imminente viaggio in Colombia si ha la percezione di essere un aspirante cercatore di guai.
Con tutto il mondo a disposizione (o quanto ne rimane di pacifico) bisogna proprio andare a indagare in quella terra di narcotrafficanti, guerriglieri e pattuglie paramilitari per mettere, nella migliore delle ipotesi, a repentaglio la propria incolumità incontrando qualche microcriminale incantato dal fatto che il contenuto del nostro portafogli equivalga a un anno del suo reddito da “lavoratore informale”?
Invece nulla di tutto ciò, incontreremo gente disponibile e dotata di un grosso pregio: prediligere il comunicare al posto del parlare. Non saranno tutti santi e facce da galera ne abbiamo viste ma, come sussurra un certo modo di dire “los honestos somos mas”; la maggioranza della popolazione ha ormai voltato pagina, crede in un futuro che non è più ideologizzato o legato unicamente alla teoria del denaro facile. Sempre quella maggioranza vive ancora in uno stato che non è sbagliato definire di povertà, per quanto non d’indigenza, ma l’intenzione di cercare il futuro con mezzi leciti sembra prevalere ormai da un decennio.
Tuttavia, se è vero che in paradiso si trovano le persone più buone ma è all’inferno che si fanno gli incontri più interessanti, volendo conoscere criticità e contraddizioni del Paese più a nord del Sudamerica occorre calarsi nelle sue profondità, leggerne la storia, interpretarne il passato prossimo e imparare a conoscerne il presente.
Ancora una volta – come già accaduto in Iran e altrove – bisogna scendere la scaletta dell’aereo e cercare di coglierne l’anima vera, resettando quanto si è letto e udito nel comodo salotto di casa. Il tutto, ovviamente, non senza trascurare i potenziali rischi che possono venirci incontro, possibilmente anticipandoli.
Già dal momento del primo contatto col suolo colombiano s’inizia a percepire una realtà ben diversa da quella immaginata fino al giorno precedente. L’impatto con la gente è improntato fin da subito su binari di cordialità e collaborazione, quasi gli interlocutori si rendessero conto che lo straniero in visita nel loro Paese non è lì per caso, in cerca di una meta turistica facile e abbordabile. Anzi, la nomea che ancora pesa di un passato sovente tragico apre ulteriormente all’accoglienza, alla voglia di trasmettere il messaggio che l’incubo è finito, nella disponibilità ad affrontare serenamente qualunque argomento si voglia discutere.
Un elemento difficilmente osservabile dall’Europa è la strategicità che la Colombia ha avuto nel tempo e ha tutt’ora dal punto di vista geografico, economico e, conseguentemente, politico. Trovandosi immediatamente a sud delle isole dov’è sbarcato Cristoforo Colombo, ma con il vantaggio di trovarci sulla terraferma, ha attratto fin da subito le attenzioni dei colonizzatori tanto che nel 1525 Santa Marta è stata la prima città del Sudamerica a essere fondata. A differenza di altre regioni dove regnavano imperi come gli Inca, i Maya o gli Aztechi, la Colombia presentava diverse tribù indipendenti che si dividevano il territorio, ma solo i Muisca nella zona di Bogotà potevano vantare un certo potere; tuttavia non furono in grado di far fronte alla superiorità militare degli spagnoli. Tale mancanza di omogeneità ha reso più semplice l’opera di assimilazione quando non si trattò proprio di eliminazione fisica dei gruppi etnici presenti. Ad oggi sopravvivono tribù isolate nella foresta amazzonica, emarginate nel bene e nel male, piuttosto che i Wayuu che incontreremo nelle desertiche aree settentrionali della Guajira. Nel resto del Paese si possono a malapena osservare alcuni tratti somatici mischiati con i lineamenti spagnoli. Nel crogiolo di razze si aggiungono i neri discendenti dagli schiavi, presenti soprattutto nelle zone di sbarco sulla costa caraibica e lungo le piovose coste sul Pacifico dove trovarono riparo dalle persecuzioni.
La strategicità della posizione ne ha fatto il punto di sbarco degli schiavi (Cartagena ne è il simbolo) ma allo stesso tempo porto d’imbarco per le merci destinate in Europa, soprattutto oro ma anche argento di estrazione locale, proveniente dalle miniere boliviane di Potosì piuttosto che dal Perù.
Il carattere dei colombiani appare mediamente più signorile e meno “latino” rispetto ad altre popolazioni incontrate finora. Quello che all’inizio può sembrare un approccio distaccato (usano più il buenos dias che hola, tendono a dare del lei fino a quando non si è instaurato un rapporto) in realtà va ricondotto a un atteggiamento più nobile, volto a tenere in maggior considerazione l’interlocutore. Raramente si è visto qualcuno alzare la voce, tanto a livello di scherzo che di rimprovero.
Una curiosità è che fra amici ci si scambi il saluto con un “ciao”, mai sentito finora in altri paesi di lingua ispanica; per conto di fronte a chi non si conosce viene anteposto il termine Señor.
Un altro aspetto che balza subito all’occhio è la facilità con cui si può fare quasi tutto. Mette a proprio agio la spontanea attitudine di offrirsi per aiutare gli altri, tanto che si potrebbe viaggiare tranquillamente solo concatenando le informazioni gentilmente messe a disposizione da coloro ai quali vengono richieste; il tutto ulteriormente semplificato da procedure snelle (almeno nel contesto sperimentato durante il viaggio) che non richiedono particolari formalità, dal cambiare denaro ad acquistare una sim card. Tale atteggiamento di rispetto formale e serietà non deve far pensare a un popolo senza passione del divertimento, del ballo e del senso della festa, particolarmente visibili in questo periodo prenatalizio. Si potrebbe riassumere, con la pretesa di fare di tutta l’erba un fascio, che il carattere colombiano ha i connotati di un provincialismo positivo.
Pur resistendo sacche di povertà assoluta accompagnate da un proletariato che ha appena di quanto vivere, sulla base dell’esperienza vissuta se ne ricava l’impressione che sotto diversi aspetti si tratti di un Paese a lingua spagnola fra i più sviluppati dell’America Latina. Con gli occhi di oggi appare incredibile come si sia dovuto assistere a un così alto tasso di criminalità e di guerre civili che ne hanno dilaniato il tessuto sociale solo fino a dieci anni fa.
Dal punto di vista logistico la Colombia non è un Paese facile da visitare: non esiste un “polo turistico” al quale fare riferimento, i siti interessanti sono sparsi un po’ ovunque e conviene affidarsi a voli interni per non sobbarcarsi interminabili spostamenti stradali in auto o in pullman; i treni passeggeri sono praticamente assenti. Le strade sono molto affollate, sulle superstrade si viaggia non oltre gli 80 km/orari e l’orografia non aiuta affatto, con strette stradine che si inerpicano in zone collinose, percorse da mezzi lenti e costellate da profonde buche. Il turismo interno è di gran lunga prevalente grazie alla crescita della fascia di piccola e media borghesia, ma è significativa la presenza di visitatori centramericani o del Sudamerica (soprattutto Brasile). Come in Italia, c’è di tutto da vedere: partendo dal mare dei Caraibi che non necessita di alcuna presentazione, al selvaggio deserto della Guajira, le vette andine oltre i 5.000 mt. e il fresco paramo d’altura, il wilderness della giungla amazzonica verso il confine brasiliano, la cultura di popolazioni precolombiane che hanno lasciato rovine e monumenti di grande interesse (sebbene in misura minore rispetto ad altri Paesi limitrofi), finendo con il lascito di tranquilli pueblos in stile coloniale in cui il tempo sembra di essersi fermato a due secoli fa, dove stradine bordate di case bianche convergono verso la centrale Plaza Mayor e dove monasteri e chiese indicano la religione imposta dai conquistatori. La natura offre performances maiuscole grazie alla posizione equatoriale e alla struttura geomorfologica, offrendo una varietà di paesaggi davvero unica.
TRN – MAD 12:00 – 14:20 IB1248 – Durata volo 2h20’
Transit MAD: 2h15’
MAD – BOG 16:35 – 21:00 IB0153 – Durata volo 10h25’
Itinerario
Giorni di viaggio
Da Bogotà ai Caraibi
Un assaggio della capitale e immersione nel contesto caraibico
Tour dell’Alta Guajira – 1
Il deserto intorno al Cabo de la Vela con il Pilon de Azucar e spiagge meravigliose
Tour dell’Alta Guajira – 2
Taroa: dove l’oceano si appoggia alle dune prima di lambire Punta Galinas, il punto più a nord del Sudamerica
Tour dell’Alta Guajira – 3
Ancora deserto, e qualche momento di suspance dopo la pioggia
Cartagena de Indias, la \”Heroica\”
Città dall’atmosfera magica che fonde storia, natura e piacere di vivere
Isole Caraibiche
In lancia alle Islas del Rosario: trasparenze, ville sontuose e paradisi marini
Cartagena e Medellin
Il rapido balzo in aereo dal sole caraibico alle nuvole sulla \”Città dell’eterna primavera\”
Guatapé e Comuna 13
La bellezza naturale della Piedra del Peñol ed esperienza a Medellin, nel quartiere divenuto simbolo di rinascita
Jardin, un vero giardino
In pullman da Medellin, sosta in un paesino uscito da un vecchio libro
Da Jardin a Salento
Trasferimento in bus verso l’icona dell’Eje Cafetero
Eje Cafetero
Tour dei pueblos dove regna il caffè a bordo della mitica \”willys\”
Valle de Cocora
Il paradiso terrestre di Cocora con le palme da cera, il bel pueblo di Filandia e volo a Bogotà
Zipaquirà e Villa de Leyva
Weekend con auto a noleggio: la Meraviglia della Colombia e la città rurale ed esclusiva
Villa de Leyva, Raquira e Guatavita
Immersione fra storia coloniale, artigianato delle ceramiche e mitologia precolombiana
Bogotà
A lezione di storia colombiana e vedute maestose dal Cerro di Monserrate
Bogotà
Ultima lucidata agli occhi nel Jardin Botanico e ripartenza, con gli occhi lucidi!
IT
Commenti
0 approvati
