Giorno 17
Bogotà
Ultima lucidata agli occhi nel Jardin Botanico e ripartenza, con gli occhi lucidi!
Il volto urbano di Bogotà
Finalmente oggi per le strade di Bogotà si respira un po’ più di tranquillità, meno traffico e un tasso di smog leggermente inferiore. Chi ha potuto lasciare la città per trascorrere il Natale con i parenti nei luoghi d’origine l’ha fatto, lo spostamento verso i luoghi di lavoro è limitato, in giro c’è atmosfera di festa anche nei piccoli gesti quotidiani.
Facciamo il check-out in hotel e andiamo per un’ultima visita al Jardin botanico de Bogotà José Celestino Mutis, non distante dall’aeroporto. Lasciamo i trolley in custodia, iniziando a girare in mezzo a questo polmone verde situato nel cuore della metropoli, alle 9 è prevista una visita guidata ma ci siamo soltanto noi; la gentile quanto appassionata biologa ci porta a vedere e conoscere le piante tipiche di tutta la Colombia; in particolarele orchidee, ma ci sono anche palme da cera, vegetazione del paramo, ecc. Per conto nostro visiteremo poi le grandi serre che contengono piante d’alta montagna in ambiente condizionato e quelle che prediligono i climi caldi in una serra chiusa e resa artificialmente umida. Facciamo ancora in tempo a dare un’occhiata al giardino delle rose e poi possiamo considerare terminata la lunga corsa colombiana.
Un ultimo passaggio in Uber ci recapita in aeroporto e solo in quel momento la confusione generata da questi giorni intensi inizia a cristallizzarsi nei primi ricordi. Fra poche ore è Natale ma fa caldo, siamo a 2.600 metri ma sembra d’essere sul livello del mare, ci avevano detto che era un Paese pericoloso ma abbiamo vissuto solo belle esperienze. Difficile conciliare tanti sentimenti nel contrasto fra teoria e pratica, anche in virtù di quanto ci siamo spesi durante il viaggio; il che ha richiesto tante energie ma ne ha restituite ben di più.
È stato bello trovare una Colombia diversa, un Paese ancora indietro rispetto ai nostri canoni, ma non necessariamente secondo il sentire delle relazioni genuine, fiero e finalmente pacificato nelle sue fondamenta. O almeno così vogliamo credere, non tanto (o non soltanto) per noi che l’abbiamo vissuta poco più di due settimane. Una Colombia dove le sue enormi ricchezze possano finalmente emergere traendo ispirazione da un passato di biodiversità, quelle ambientali e soprattutto quelle umane.
Volendo essere precisi, come fossero i titoli di coda, ecco un riassunto degli spostamenti al netto dei voli internazionali:
- 3 voli interni
- 27 passaggi con Uber/taxi
- 3 giorni in fuoristrada nell’Alta Guajira
- 2 giorni con l’autonoleggio a nord di Bogotà
- 8 tratte con bus di linea
- 4 passaggi con willy (di cui un’intera giornata nell’Eje Cafetero)
- 1 andata in funivia e un ritorno in funicolare
- 1 giorno su lancia (intera giornata a Islas Rosario)
- 3 tratte con metro a Medellin
- 1 tratta in tuk tuk (mototaxi)
- …tanti km percorsi a piedi…
E per questo viaggio può bastare!
IT
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