Giorno 10

Bolivia – La Paz

La capitale boliviana, moderne cabinovie e antica povertà

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Bolivia – La Paz

La Paz dall’alto: teleferiche e cimiteri sulla collina

Conformemente alle speranze dormiamo di un sonno profondo fino alle 6,30, quando tra i primi ci presentiamo al cospetto del fornito buffet dell’hotel per la colazione. Alcune foglioline di coca posate sul fondo della tazza ed irrorate con acqua calda vengono a formare un ottimo mate che fornira’ energie per tutta la giornata. Qualcuna l’abbiamo anche masticata per conferire ulteriore vigore. Stamattina intendiamo volare un po’ sul cielo di La Paz, cosa possibile solo in questa citta’, grazie al sistema di cabinovie che si snoda da un lato all’altro della metropoli. Nelle vicinanze della nostra dimora, oltre alle principali attrattive, si trovano anche i capolinea della linea rossa ed arancione della telecabina, situate dove c’era la vecchia stazione dei treni, ben ristrutturata a ricreare l’ambiente d’antan.

La citta’ si sta risvegliando nel giorno di festa anche se i banchetti lungo le strade non conoscono riposo. Del resto per queste persone l’attivita’ commerciale si identifica con la loro vita, in alcuni casi il negozio e’ anche il posto in cui dormono. Prendiamo la linea rossa che ci porta fino al suo culmine occidentale passando sopra lo sterminato cimitero urbano, in direzione di El Alto. Al suo apice stanno allestendo il mercato rionale, passeggiamo cosi’ fra venditori di ricambi auto usati e banchetti dai quali escono profumi di minestre speziate o pesci fritti, piatti con i quali diversi avventori stanno facendo colazione. Una volta rientrati con la rossa, ci spostiamo sull’adiacente linea arancione che invece risale il versante est. Anche da qui si schiudono splendide viste sulla citta’, col colore dominante rosso per i mattoni a vista; anche in questo caso si attraversa un cimitero abbarbicato sulla collina, ma si tratta del luogo in cui vengono sepolti i nativi Aymara. Il biglietto e’ a buon prezzo, mentre all’interno di fermate e cabine e’ tutto in perfetto ordine.

Lustrabotas
I lustrabotas di La Paz si coprono spesso il volto per non essere riconosciuti mentre svolgono un lavoro umile ma onesto.
Vista panoramica della città di La Paz con le montagne circostanti in Perù e Bolivia.

Centro civico, mercati e chiese della capitale boliviana

Una volta rientrati iniziamo la camminata per vedere i luoghi piu’ significativi del centro, come il vicino mercato Lanza, che oggi e’ poco popolato a causa del giorno festivo e dove spiccano i banchetti di fiori variopinti. Entriamo nella Iglesia de la Recoleta, all’interno della quale non ci sfugge una nicchia dove si trova la statua del nostro connazionale San Giovanni Bosco. Attraversiamo il ponte sul Prado, il viale posto nel punto piu’ in basso a segnare la demarcazione fra i due versanti, e in breve raggiungiamo la cattedrale, in cui e’ notevole la fila di santi posti nelle rispettive nicchie e varie statue della Madonna rappresentanti l’Immacolata, l’Assunta, l’Addolorata e cosi’ via; diverse impersonazioni toccano anche a Gesu’ Cristo. Su un altro lato della piazza si affaccia invece il palazzo presidenziale. Nelle vicinanze alcuni militari stanno allestendo le sedie per una parata che avra’ luogo piu’ tardi.

Scendiamo per attraversare nuovamente il Prado e recarci alla chiesa di San Francisco, dove si sta celebrando la messa. E’ curioso notare la parte finale: nel momento in cui il prete recita l’andate in pace i fedeli, anziche’ dirigersi all’uscita, si recano di buon passo verso l’altare quasi ci tenessero ad essere in prima linea. Cosi’ ammassati attendono qualcosa: sulle prime restiamo attoniti non intendendo quanto accada e cosa stiano aspettando con tanta trepidazione. Capiamo quando vediamo il prete ritornare per benedirli, lanciando su di loro acqua santa in abbondanza. Non usa un aspersorio comune ma un vero e proprio scopino dal quale attinge copiosamente da un contenitore che si direbbe piu’ vicino ad un secchio, non fosse per sembrare irriverenti. Una volta benedetti con tale abbondanza, i fedeli si apprestano a lasciare la chiesa. Anche qui si trovano innumerevoli nicchie con santi e madonne.

Visitiamo una parte di mercato meno turistica ma che ci consente di vedere cosa acquistano gli abitanti di La Paz. Dal momento che la cena stasera non e’ prevista in quanto arriveremo tardi a Puno, ci concediamo uno squisito piatto di lama all’interno di uno dei pochi ristoranti tradizionali del centro. Stupisce come non ci siano molte alternative in zona; i pochi che ci sono offrono addirittura piatti italiani o di dubbia cucina internazionale.

Parata domenicale, ritorno a Puno e saluto alla Bolivia

Facciamo un altro giro nel quartiere delle streghe dove si vende ogni sorta di pozione per qualsiasi problema di salute, incuriositi dalle dinamiche che inducono ad acquistare certi prodotti. Quando pensiamo di aver ormai visto quanto ci interessava veniamo attratti dal suono di una banda ed andiamo a vedere cosa succede due cuadras piu’ in basso. C’e’ un lungo corteo festoso con musiche a non finire, bande di suonatori si alternano a danzatori e danzatrici divisi in gruppi con costumi moderni e folkloristici: e’ un vero spettacolo soprattutto dal punto di vista coreografico. Si respira la classica atmosfera provinciale dell’Italia nel dopoguerra, con la semplicita’ della sfilata, della musica e dei vestiti. Quando sono passati tutti ed abbiamo fatto le nostre foto rientriamo verso l’hotel. Ecco che sentiamo di nuovo il suono di una banda. E’ la testa del gruppo che facendo il giro sta arrivando proprio nella nostra direzione. Li vediamo ancora una volta con piacere e recuperiamo i nostri zaini, ci chiamano un taxi e si va al terminal dei bus per rientrare in Peru’.

Avendo acquistato i biglietti ieri teoricamente dovremmo solo presentarci per consegnare i bagagli, ma l’agenzia risulta chiusa. Chiediamo in giro e veniamo rimbalzati su diversi sportelli. Vediamo che c’e’ un bus in partenza per Puno e chiediamo lumi, scoprendo che oggi sara’ un’altra agenzia a gestire il trasporto e tutto si risolve nel migliore dei modi. Poco dopo apre la nostra agenzia, la quale conferma il reindirizzamento. Il rientro non sara’ dei piu’ gradevoli: dapprima ci troviamo imbottigliati nel traffico domenicale a El Alto in uscita dalla capitale, quindi in dogana ci fanno scaricare tutti i bagagli per controlli. Non trovando nulla ripartiamo senza problemi ma il tempo passa. La nota positiva e’ data da un altro tramonto spettacolare sul Titicaca. Dopo alcuni giorni in sua compagnia il lago si congeda da noi nel migliore dei modi e con tramonti che non potremo dimenticare.

Lasciamo cosi’ la Bolivia e la sua capitale, dove il piu’ della gente vive con poco, dove i venditori di strada cercano ogni giorno di ricavare cio’ che possa garantire loro la sussistenza in un quadro di poverta’ palpabile. Passi avanti ne sono stati fatti e vanno inquadrati positivamente, molto resta da fare anche se la crescita materiale e culturale del Paese e’ tangibile. Un ultimo accenno ai lustrabotas, i giovani lustrascarpe, che per guadagnare qualche soldo puliscono le scarpe sui marciapiedi coperti da un passamontagna per non farsi riconoscere. L’onta di fare un lavoro umile li costringe a cercare di rendersi invisibili, ma ai nostri occhi meriterebbero un monumento solo per il coraggio di fare un lavoro onesto e la volonta’ di avere un pur minimo reddito per pagarsi gli studi. Il futuro della Bolivia inizia anche da qui.

Pernottamento
Puno – Posada Kusillos

IT

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