Giorno 16

Lima

Visita della Capitale e rientro

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Lima

Lima fra referendum, centro storico e mercado central

Anche se la sveglia oggi suona alle 7, segnando probabilmente la giornata in cui abbiamo dormito piu’ a lungo, ci concediamo un’ottima colazione sulla terrazza dell’hotel, nel silenzio del quartiere bene di Lima. Oggi e’ l’8 dicembre e anche qui si festeggia l’Immacolata Concezione, oltre ad essere domenica. Ci spostiamo in centro per la visita della capitale che, pur non meritando da sola il viaggio, presenta diversi monumenti di sicuro interesse. Sbarchiamo nella Plaza de Armas e ci sembra di essere in stato d’assedio. A questo punto ricordiamo tutti i dibattiti politici che abbiamo distrattamente sentito nei giorni scorsi, che puntavano al referendum odierno. I cittadini devono esprimersi su quattro quesiti di modifica costituzionale ed il voto e’ molto sentito. Al fine di evitare manifestazioni, la polizia ha parcheggiato un camion con idrante in bella vista sulla piazza e ci sono diversi militari con uniforme e scudo. Ma la situazione appare tranquilla e la loro presenza ha uno scopo unicamente preventivo.

Anzi, le chiese sono piene di gente festante per le prime comunioni, un po’ come da noi accade in occasione delle festivita’ primaverili. La cattedrale e’ ancora chiusa, cosi’ ne approfittiamo per iniziare la nostra visita dal Jr. de la Union, via pedonale nella quale si trova la Iglesia de la Merced, all’interno della quale spicca una statua del Cristo seduto su una poltrona e vestito con la tunica. Bello il presepe ed i bambini che entrano vestiti di bianco per la cerimonia. Plaza San Martin, intitolata all’artefice dell’indipendenza del Peru’, si trova al fondo della via. Non sazi dei mercati visti finora passeggiamo fra le bancarelle del Mercado Central, coperto anch’esso e ricco d’interessanti prodotti esposti, soprattutto alimentari. Anche qui e’ un tripudio d’interiora dall’apparenza assolutamente invitante. Per ovvie ragioni di vicinanza all’oceano, il reparto pescheria appare come il piu’ invitante; difficile trattenersi fra tanta scelta.

Anticuchos
Gli anticuchos sono uno dei cibi di strada più riconoscibili del Perù, spesso preparati con cuore di manzo.

San Francisco, Barrio Chino e gli ultimi passi in Peru’

Rientriamo in Plaza de Armas, dove alle 12 si tiene il cambio della guardia. Non e’ imponente come quello di Londra ma risulta sicuramente interessante. A questo punto possiamo riprendere il giro dalle vie intorno alla piazza e finiamo nel Museo del Cacao, in realta’ un negozio ben fornito che tramite guide e cartelli esplicativi fornisce esaustive informazioni sulla coltivazione ed il trattamento del cacao. Nei giorni lavorativi tengono dei laboratori di due ore nei quali e’ possibile vedere il procedimento di trasformazione dalla bacca al prodotto finito. La visita alla chiesa di San Francisco ci consente di assistere ad una processione: il baldacchino con la statua della Madonna e’ appena uscito dalla chiesa, portato a spalle da attempati signori appartenenti ad una confraternita, almeno cosi’ si evince dalle loro uniformi, e accompagnato dai canti dei fedeli. Splendidi i due mandala in versione cattolica, ormai gia’ calpestati, che mani delicate hanno preparato con petali di rosa ed altri fiori.

L’interno della chiesa e’ splendido ed ha parecchi tratti comuni con altre gia’ viste, ad esempio le arcate poco snelle, probabile funzione antisismica. Lima aveva anche un suo muro di difesa e ne rimangono alcuni tratti nella zona situata in prossimita’ del fiume Rimac. Il resto venne abbattuto per consentire l’ampliamento della citta’, appena sopra la quale si erge il Cerro San Cristobal, che consente belle vedute nelle rare giornate in cui Lima non e’ avvolta dalla foschia. Oggi non c’e’ molta umidita’ e la vista sarebbe discreta, ci hanno pero’ sconsigliato di andare in quanto la strada e’ chiusa e salendo a piedi si rischia di fare brutti incontri. La passeggiata prosegue verso la zona del Congreso, imponente e tinteggiato di bianco, e un rapido salto del Barrio Chino, il quartiere cinese nelle prossimita’ del mercato, straripante di gente nel giorno di festa. Ne usciamo in fretta per concederci un meritato ultimo pranzo: anticuchos, spiedini di cuore di manzo, lomo saltado e filete de pescado a la plancha. Un congedo assolutamente gradito che non tardera’ a trasformarsi in nostalgia per la cucina peruviana, della quale conoscevamo i grandi meriti fin prima di partire.

La passerella finale di questo viaggio ci vede girare fra le vie della capitale per visitare il santuario di Santa Rosa da Lima, la prima santa delle Americhe, la iglesia de Santo Domingo, ed il simpatico Pasaje del Correo Central, una via coperta ornata da begli edifici rosa e frequentata da venditrici di souvenir. Ci mancava ancora la cattedrale, chiusa in precedenza, che ammiriamo nel suo splendore. Ma non ci sfugge, viste anche le dimensioni, proprio mentre stanno per apparire i titoli di coda del viaggio, un dipinto sul lato destro, al fondo, che rappresenta una nave nell’intento di salpare. Anche noi tra poco salperemo dal Peru’ per fare ritorno in Europa, con altri mezzi, visti i tempi. Ma a differenza di Francisco Pizarro, che riposa proprio all’interno della cattedrale, noi non partiremo con i tesori degli Inca. Gli unici tesori che porteremo con noi saranno il ricordo di questa esperienza ed il grande rispetto per una civilta’ sopraffatta dalle armi, in nome di una fede che nell’occasione servi’ unicamente a giustificare presa di potere e usurpazioni.

Un grande passato rimane in qualche modo nel DNA di un popolo. Cosi’ come gli iraniani d’oggi incarnano in qualche modo alcune doti della loro ricca storia, cosi’ i peruviani non possono essere semplicemente catalogati nel novero della popolazione latina. Pur nella poverta’ in cui si trova la maggior parte della popolazione resta un fondo di nobilta’ che li contraddistingue, difficile da identificare fino a quando non ci si trova di fronte il Peru’ e la sua gente.

IT

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