Sacsayhuaman, San Blas e il cuore di Cusco
Dal momento che il tempo rimasto per la visita di Cusco non e’ molto decidiamo di fare colazione un po’ prima e recuperare in questo modo il tempo per andare a Sacsayhuaman, le rovine incaiche su una collina appena fuori Cusco. Ci arriviamo in taxi quando non c’e’ ancora nessun visitatore e questo porta a trovarci a tu per tu con le mura della cittadella. In questo caso e’ piu’ difficile essere coinvolti e farci portare indietro nel tempo; l’aspetto negativo di essere vicino a Cusco e’ stato che dopo la conquista i massi trasportabili siano stati utilizzati per la costruzione di abitazioni nella vicina citta’, cosi’ che oggi non rimane molto. La parte sicuramente piu’ interessante per i non addetti ai lavori e’ la splendida posizione di cui gode il sito, esattamente su un poggio con vista sulla citta’ di Cusco, della quale si riconoscono bene i vari punti d’interesse turistico.
Passiamo accanto al Cristo Blanco, simile all’omologo che si trova a Rio de Janeiro, solo piu’ piccolo, particolarmente visibile quando viene illuminato di sera. Prendiamo un sentiero che scende verso Tandapata, una bella via lastricata di ciottoli ai piedi della collina. E’ ricca di colori, vivace e ci troviamo persino un lama in attesa di partire con la sua padrona. Abbandoniamo la scena tanto bucolica per entrare in citta’, passando dalla Plaza San Blas ed introducendoci nelle strette viuzze del centro. A meta’ di una di queste e’ interessante rilevare la Pietra a 12 Facce, a riprova dell’abilita’ degli scalpellini Inca, mai non ce ne fossimo ancora resi conto. Siamo ormai in Plaza de Armas, sotto un cielo azzurro pastello costellato da nuvole che sembra poterle prendere con la mano.
Occorre dire che Cusco e’ una citta’ bellissima e, a dispetto di quanto si dice, non percepiamo rischi particolari da parte di malintenzionati. E’ affollata e ci sono molti venditori di tour o servizi di ogni genere, ma basta rifiutare garbatamente e loro non insistono. L’aspetto negativo e’ che la citta’ vive sul turismo e, a differenza di altre visitate, si coglie l’impressione di essere solo un numero al quale cercare di prendere piu’ soldi possibile fornendo un servizio standard, senza passione o partecipazione. E’ vero che tanto la citta’ quanto i dintorni, da Machu Picchu al Valle Sagrado per continuare con la Rainbow Mountain ed altre attivita’ da effettuare in zona, rappresentano un must nella visita in Peru’ e probabilmente cio’ comporta un’assuefazione al turista che in varie occasioni viene considerato unicamente come una fonte da cui attingere denaro.
Posticipiamo in questo punto un aneddoto di quanto accaduto ieri a Chinchero: non avendo fatto caso che e’ visitabile unicamente con il boleto turistico, il quale consente la visita a 16 siti al costo equivalente di 34 euro, gia’ il fatto di dover acquistare un abbonamento anche se s’intende visitarne pochi la dice lunga, abbiamo cercato di cambiare euro o dollari in soles, dal momento che non avevamo a sufficienza di valuta locale. La signora che gestisce un negozio ma pratica anche il cambio a condizioni da strozzino ci dice che cambia solo per importi superiori ai 100 euro, al che ce ne andiamo stizziti. Facciamo la battuta alla nostra guida dicendo che potremmo tornare a casa e per tutta risposta ci informa di dove possiamo andare a prendere un bus di ritorno, dimostrando nessuno spirito di collaborazione ed incurante che avessimo acquistato il tour di una giornata intera. Un simpatico ragazzo cileno che condivide il tour con noi ci prestera’ quanto manca e glielo restituiremo al nostro ritorno a Cusco. Questo a dimostrare quanto non venga tenuto in considerazione il cliente. Va anche detto che, vista la nostra abitudine a viaggiare, tendiamo a non pesare sulle guide che fanno il loro lavoro con un minimo di passione ed attenzione.
Mercado San Pedro, volo per Lima e ultima sera peruviana
Tornando al giro della capitale Inca abbandoniamo la Plaza de Armas con la sua vivacita’ di persone e colori per visitare il Museo Historico Regional, dal quale traiamo interessanti informazioni sulla vita dei cusqueni nelle varie epoche. Vediamo, talvolta dall’esterno altre dall’interno, le numerose quanto belle chiese della citta’ per indugiare nel Mercado San Pedro, uno spaccato della societa’, con tutte le sue sfaccettature. Si va dalle botteghe che offrono i prodotti esoterici, alle verdure, formaggi, pesci e carni. Fra queste ultime spiccano le grosse teste di maiale o bovino e molte interiora. Gia’ in altri mercati avevamo notato la passione dei peruviani per trippe, lingue, fegato e soprattutto il cuore di manzo, dal quale si ricavano i famosi spiedini chiamati anticuchos.
Resta solo piu’ il tempo per andare in hotel, ritirare il borsone e partire in taxi alla volta dell’aeroporto, dal quale alle 14,35 decolleremo alla volta di Lima. Il volo interno e’ puntuale e poco dopo le 16 siamo nuovamente nella capitale. Da qui si va a prendere possesso della stanza in hotel a Miraflores e successiva cena in un bel ristorante delle vicinanze: e’ l’ultima sera e vogliamo soddisfarci. In realta’ la serata prosegue andando a vedere il Circuito Magico del Agua, un parco situato ad una ventina di minuti di taxi. Sappiamo che alla sera i giochi d’acqua delle fontane sono illuminati, ma scopriamo che ad intervalli regolari ci sono dei veri e propri spettacoli dove acqua, luci e musica si fondono in una coreografia spettacolare, da restare a bocca aperta. Sono minuti di vero piacere, nei quali assaporiamo storia e cultura peruviane in un’ottica mai vista finora, e nemmeno immaginata. Anche oggi di passi ne abbiamo fatti a sufficienza, e’ ora di prendere l’ultimo taxi e rientrare per un meritato riposo.
IT
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