Giorno 6

Trek Colca Cañon II

Ascesa dal Colca Canyon e attraversamento dell’altopiano verso Puno

1 gallerie 0 Mappe
Trek Colca Cañon II

Risalita da Sangalle fino a Cabanaconde

Anche oggi non e’ difficile rispondere presenti alla sveglia, stante la luce del mattino che inizia ad entrare dalla finestra e l’attesa della risalita di buon’ora dal fondo del canyon. Senza colazione, solo un paio di biscotti di coca chiamati coca cookies, ci presentiamo al punto di ritrovo per iniziare l’escursione che ci portera’ a Cabanaconde. Saranno poco piu’ di 1000 metri di dislivello. La salita e’ ripida, abbastanza costante e superiamo il dislivello in due ore grazie anche al fatto di non subire problemi di quota, per arrivare ad una piazzola dove una signora vende bevande agli assetati escursionisti.

Pinchar
Pinchar indica il gesto quotidiano di masticare coca, una pratica radicata nella vita andina.

Quando arrivo c’e’ ancora poca gente e l’occasione diventa propizia per fare quattro chiacchiere con lei e concedersi un mate de coca. E’ felice di trovare qualcuno che parli spagnolo, di solito parlano tutti inglese e riesce a rispondere solo con le poche parole che conosce. E’ di etnia quechua, pertanto lo spagnolo puo’ quasi considerarsi una prima lingua straniera. Altri idiomi sono difficili da imparare vista la scarsita’ di insegnanti disposti a venire fin qui, e comunque costerebbero molti soldi per le loro scarse finanze. In effetti siamo ad almeno cinque ore di distanza da Arequipa e qui arrivano solo turisti e locali. Vivono di un’agricoltura di base, fondata essenzialmente su coltivazioni di mais bianco, con chicco piu’ grosso e resistente a queste quote, su ampi terrazzamenti. Per il resto si puo’ dire che vivano sul turismo, ed anche abbastanza bene.

Quando sono ormai le 8 ed una volta ricompattato il gruppo, andiamo a fare colazione nel villaggio. Come ieri il menu prevede uovo strapazzato con burro e marmellata di fragole. Sulla piazza principale si erge la piccola cattedrale, mentre tutt’intorno fervono i lavori di ammodernamento delle strade. Riprendiamo la via verso Chivay e poco prima del villaggio abbiamo ancora tempo per un salto nei bagni termali. Ci sono diverse vasche con distinte temperature, mentre l’acqua d’immissione e’ decisamente calda da non poterla quasi toccare. Ed e’ qui che commetto un errore: occorre considerare che siamo in quota, indeboliti dalla scarsita’ di ossigeno, la stessa quota di 3300 metri sul livello del mare si sente molto di piu’ che alla stessa elevazione sulle nostre Alpi, e comunque provati da sveglie nel cuore della notte. Ogni errore o disattenzione puo’ costare caro, come quello di immergersi in una vasca decisamente calda e stazionarvi per diversi minuti. La risalita verso il minibus decreta che al minimo sforzo il mal di testa mi terra’ compagnia ed il pranzo, col conseguente aumento di pressione legato alla fase digestiva, sancira’ l’esito di un pomeriggio di dolore.

Da Chivay a Puno sull’altipiano

Il pranzo di Chivay e’ a buffet, ottimo e abbondante, con tanto di riso al latte e dolce di chicha morada, che si ricava dal mais nero. A questo punto ci congediamo dagli amici coi quali abbiamo condiviso questi due giorni, dobbiamo sbrigarci per andare al terminal da dove parte il bus per Puno. E’ un bus turistico senza grandi pretese, ma siamo solo in sei e la guida ci fornira’ ottime spiegazioni della cultura e dei luoghi che stiamo attraversando. Apprendiamo come dev’essere consumata la coca, la sua storia e le sue proprieta’ energetiche. Ci viene spiegato che occorre prendere qualche foglia di medie dimensioni e masticarla in un angolo della bocca per un massimo di venti minuti.

Segue una dettagliata spiegazione sulle differenze fra lama ed alpaca, il secondo piu’ adatto alla lavorazione della carne e della pelle. Il primo serve per la fabbricazione di prodotti piu’ resistenti. Allo stesso tempo esiste un mercato della lana con quotazioni variabili a seconda dei momenti e della richiesta. Il lama ha struttura piu’ rigida e viene usato maggiormente per farne tappeti, l’alpaca per cuscini e manufatti piu’ delicati. Il colore dell’alpaca puo’ essere bianco ma anche caffelatte fino al marrone. Esiste inoltre una razza di alpaca col pelo lungo simile agli yak, ma sono sempre camelidi, e la pelle viene usata per fare dei coprisedie e copridivano, poiche’ particolarmente calda. Baby alpaca corrisponde al nostro agnellino ed e’ la pelle piu’ pregiata in quanto la piu’ morbida. Man mano che invecchia il pelo diventa piu’ lanoso e ruvido.

An expanse of water with some birds is visible in the foreground.

Facciamo alcune fermate intermedie, una in particolare ad una quota sui 4800 metri, dove il fresco dell’imbrunire si sente forte e chiaro, mentre in un’altra ammiriamo i fenicotteri che pescano nelle acque poco profonde di un lago. Si vedono dei camelidi al pascolo ed in alcuni tratti s’incontrano fitte mandrie di pecore e bovini. Mentre ci avviciniamo alla nostra meta il cielo si fa sempre piu’ scuro e basse nuvole lasciano scendere sporadiche gocce di pioggia nel momento del tramonto. Il tutto crea giochi di luce a tinte magiche: le fotocamere non hanno bisogno di filtri particolari per riprendere una realta’ quasi surreale.

In prossimita’ della nostra accomodation si mette a diluviare e le strade senza tombini di Puno si trasformano subito in torrenti in piena, che una volta terminata la pioggia si asciugano in fretta e tutto ritorna come prima, solo un po’ piu’ pulito. Raggiungiamo Puno con qualche minuto di anticipo rispetto alle 19,30 e con un taxi ci rechiamo alla dimora che manterremo per tre notti alternate e che ci servira’ come base durante le nostre escursioni sul Titicaca ed in Bolivia. In effetti la Posada Kusillos, prima ancora che una guesthouse, e’ una vera e propria casa accogliente, considerata l’ospitalita’ riservataci. Ci aiutano tanto a trovare il tour per i due giorni sul lago quanto i biglietti che ci condurranno a La Paz. Una cena leggera conclude una lunga giornata, resta un meritato riposo sotto cinque strati di coperte in questa cittadina posta a 3900 metri sulle sponde del piu’ grande lago del Sudamerica.

Pernottamento
Puno – Posada Kusillos

IT

Commenti

0 approvati

Nessun commento approvato per questa lingua.