Giorno 12

Okawango Delta

Volo sul Delta dell’Okavango, un sogno che si avvera. La zona dei 4 confini (Namibia, Botswana, Zambia e Zimbabwe).

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Okawango Delta

Volo per Okawango Delta

Oggi è la giornata in cui abbiamo prenotato il volo sul delta dell’Okavango, alle 8 di mattino proprio per approfittare del sole non ancora alto e per vedere il maggior numero possibile di animali al pascolo. Impacchettiamo le tende saltando la colazione ed alle 7.30 siamo già all’aeroporto di Maun davanti all’ufficio della Kavango Air. Un impiegato dice che la prenotazione c’è ed è valida ma il suo collega si è dimenticato di inserirci nel programma e pertanto alle 8 non si parte. Ci propone un’alternativa alle 12 che rifiutiamo immediatamente anche perché dopo il volo ci spettano ancora 600 km al volante, trattiamo per qualche minuto ancora e concludiamo di rivederci alle 8 nella speranza di migliori notizie. Nel frattempo cercherà di trovarci una sistemazione verso le 9, anche se non ci pare molto ottimista. Usciamo e non attendiamo che la situazione si metta a posto da sola, ci rechiamo in due agenzie vicino all’aeroporto per chiedere se hanno voli disponibili per partenza quasi immediata. Alla seconda occasione siamo fortunati e prenotiamo con loro, disdicendo a seguire la prenotazione non rispettata dall’altra compagnia. Alle 8,22 decolliamo per il tour di un’ora: sarà un rincorrersi di emozioni che resteranno indelebili nella nostra mente. Il delta è uno degli scenari naturali più belli che si possano immaginare, in un susseguirsi di pianure verdeggianti, rivoli che si estendono ovunque a formare dei giochi particolarmente scenografici, soprattutto quando al di sotto del livello dell’acqua si evidenzia il giallo ocra della sabbia. Un’emozione continua, resa ancora più speciale quando compaiono gli animali: elefanti, rinoceronti, giraffe ed ippopotami immersi o pigramente posizionati nelle vicinanze dell’acqua. Mandrie di bufali neri corrono sotto noi, mentre il sole fa scintillare i canneti rigogliosi. Sembra di essere in un giardino zoologico di dimensioni stratosferiche, con l’importante differenza che gli animali vivono in assoluta libertà.

Vista aerea del delta dell'Okavango in Namibia, Botswana e Zimbabwe.

Il tempo vola e quando facciamo ritorno all’aeroporto scendiamo soddisfatti, sicuri che porteremo per sempre con noi l’intensità dei momenti vissuti in questa esperienza di esaltazione della natura. Colazione in un beergarden nelle vicinanze e si parte per il lungo trasferimento odierno. Nel tratto dopo Maun la strada presenta le solite insidiosissime buche con il limite dei 120 km/h, che successivamente viene ridotto ad 80 quando la statale costeggia il parco Makdagikgadi; proprio dove si potrebbe viaggiare più velocemente i limiti sono più stringenti e controllati della polizia coi laser. Animali domestici ovunque ed assistiamo anche ad un incidente: un pick up ci sorpassa a velocità sostenuta e prima di rientrare nella corsia di marcia non può evitare una capretta che sta attraversando, l’urto è violento e lascerà la povera bestiola esanime sull’asfalto. Il guidatore riesce a mantenere il veicolo in strada ed almeno fra gli umani non si registrano danni. Nata è un luogo sperduto, dove i camion si fermano per rifornirsi e ripartire, il supermercato è abbastanza sguarnito, negli scaffali c’è solo la prima fila di lattine o bottiglie, il sole picchia coi sui 38° e l’aria calda rende l’impressione di trovarsi dentro ad un forno ventilato. Mangiamo qualcosa per pranzo e si riparte, già che siamo solo a metà del percorso previsto. Stavolta la direzione da seguire è il nord, lungo una bella strada asfaltata, che non attraversa molti villaggi ma caratterizzata da un relativo traffico di camion: in effetti si vedranno miniere e, a seguire, dei terreni dedicati a colture estensive. Da alcuni giorni vediamo colonne di fumo nero che si elevano al fondo delle pianure, sono incendi appiccati per bruciare vaste aree di sterpaglie, ma più frequentemente per creare le condizioni di sfruttamento agricolo. Una volta incenerita l’erba ed i pochi alberi che ricoprono il terreno, intervengono le ruspe a livellare ed a concimare, al fine di seminare mais o altre colture. La zona di Kasane/Kazungula si presenta intrigante proprio perché si trova al confine fra Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe: quattro Stati si incontrano nel raggio di pochi km e si possono a malapena immaginare quali traffici confluiscano in questo luogo particolare. Pur essendo un centro insignificante abitato da gente di umili condizioni, Kazungula dispone di un mall degno di un’opulenta città occidentale, negozi di lusso e di ogni genere si possa desiderare, anche e soprattutto non attinente all’ambiente in cui ci troviamo. Lunghe file di camion si allineano sui bordi della strada in attesa di espletare le formalità per passare in Zambia, e probabilmente anche oltre visto che ci troviamo sulla direttrice nord sud di questa parte di Africa. Visto il numero di veicoli in coda c’è da ritenere che i camionisti debbano sostare per giorni. Rientriamo di qualche km per trovare il nostro Camp lungo una deviazione a fondo sabbioso che richiede l’inserimento del 4×4. Il posto è incantevole, con una pozza dove si può osservare un nutrito gruppo di elefanti, tra i quali diversi cuccioli appena nati, durante il loro bagno serale. Esiste addirittura una terrazza coperta per chi vuole godersi lo spettacolo sorseggiando una bibita. Intorno girano grosse scimmie, ma stando attenti non succede nulla. Alla reception vediamo un ragazzo bianco in costume da bagno semi svenuto con un’evidente ferita sulla fronte, facciamo il check in e mentre usciamo ci viene chiesto se qualcuno di noi è un medico. Dottori no, ma forse abbiamo chi fa per lui, così la ferita del giovane viene suturata ed in poco tempo lo sventurato si sentirà meglio. Decisamente l’idea di fare un tuffo in piscina con l’acqua bassa non è stata una grande idea, farsi male in questi posti non è un’esperienza da ricercare e finire in ospedale può ulteriormente aggravare le conseguenze. L’apogeo della serata si raggiunge al momento di andare a dormire, quando nel silenzio totale irrompono i barriti degli elefanti. Non li vediamo, ma ci sentiamo almeno per un breve momento parte del loro mondo.

Pernottamento
Senyati Safari Camp – Kasane – BW

IT

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