Giorno 14
Leave Zimbabwe
Vic Falls, una passeggiata e via per l’aeroporto, sorprendente anche lui.
Mattina a Leave Zimbabwe
Siamo ai titoli di coda del viaggio: mentre Victoria Falls si sta risvegliando andiamo in centro a vedere qualche vetrina che propone souvenir e oggetti etnici. Qualcosa d’interessante ci sarebbe ma a prezzi del tutto inadeguati; quello che veramente volevamo conoscere l’abbiamo visto e vissuto nei giorni passati, dove i silenzi, gli ampi spazi, i cieli stellati e la presenza di molti animali selvatici hanno rappresentato il comune denominatore di questa avventura. Si, è stata anche un’avventura perché era la prima volta in Africa e per la prima volta ci siamo organizzati con la tenda al seguito. E’ stato sicuramente il modo migliore per cogliere l’atmosfera del posto e sentirci integrati in questo mondo che in qualche modo ci ha riportati alle nostre origini. Se saremo stati capaci di fare tesoro dell’esperienza potremo affrontare il domani con maggior informalità, senza vane pretese, sentendoci parte di un universo che non deve necessariamente uniformarsi a dei cliché imposti. Il mal d’Africa forse consiste proprio in questo sentimento, la necessità di distaccarsi dalle città ed evadere verso un mondo ideale, dove esistono regole dettate dalla natura e dagli istinti. Dove il leone continuerà a cacciare la gazzella e mai diventerà vegano.
L’aeroporto di Victoria Falls si trova una ventina di km a sud della città ed è una vera cattedrale nel deserto, con i gates che richiamano le capanne, in un bel mix fra storia e presente, fra cultura locale e globalizzazione. Il volo ci porterà prima a Gaborone, la capitale del Botswana, quindi ad Addis Abeba da dove proseguiremo verso casa.
IT
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