Giorno 11

West coast

I pescatori di Ifaty, un luogo dove il tempo si è fermato. Rientro a Tanà

1 gallerie 0 mappe
West coast

Toliara

Il sole sorge ed avanza pettinando coi raggi quanto si trova sulla sua strada. Cogliamo appieno la sua parabola fin dall’inizio mentre passeggiamo sulla spiaggia, ormai il mare si è ritirato e ha lasciato ampio spazio alla distesa sabbiosa. Solo alcuni abitanti del luogo iniziano a muoversi, in un clima d’incanto, dove il mare ritma lo scorrere del tempo. Un fluire lento, per la natura e per le persone, sembra di vivere nel passato e forse lo stiamo vivendo. Da qui riesce difficile immaginare l’esistenza di un altro mondo, sedicente evoluto, nel quale la tecnologia comanda sugli uomini e sui loro sentimenti, dove il tempo non è più scandito dalle stagioni ma fluisce sempre uguale, distinto unicamente dall’alternarsi fra le fasi lavorative e quelle del tempo libero. La marea ha lasciato sul bagnasciuga delle splendide conchiglie.
Viene l’ora di fare colazione, mentre i pescatori sono pronti a partire. Diversamente dalle nostre latitudini qui si pesca essenzialmente per il fabbisogno domestico o poco più, pertanto le piroghe lasciano la spiaggia in mattinata per portare a casa il necessario del giorno. Le vendite sono limitate a qualche ristorante per turisti, ma non abbiamo percezione di un’organizzazione che raccolga in pesce e lo porti almeno fino a Toliara. I mezzi refrigerati sono pochi, le industrie per la lavorazione inesistenti. Dall’alto della collinetta dove facciamo colazione, dietro una coltre di buganvillee e di altre piante coloratissime, cogliamo i movimenti dei pescatori nel momento della partenza, attenti a non ingarbugliare le reti. I natanti considerati col turbo posseggono una vela, gli altri hanno rematori dalle braccia capaci. Ci aggreghiamo anche noi per un giro su una piroga a vela per provare l’ebbrezza del mare. Il fondale è poco profondo e sabbioso, la barriera corallina dista pochi km, pertanto sembra di stare in un’enorme piscina. La maestria nel dominare le vele e con esse il vento ci porta a raggiungere velocità impensate senza un motore.

Una barca tradizionale rossa e nera è ormeggiata sulla sabbia chiara del mare.

Dopo un paio d’ore di “navigazione” facciamo ritorno alla base, dal momento che è ormai ora di partire verso il prosieguo di una giornata ben più intensa di quanto sia iniziata. Ma abbiamo ancora il tempo per sgranchirci le gambe lungo la spiaggia, mentre i bambini ci piovono addosso chiedendo bonbon o qualsiasi cosa capiti loro per la mente, inclusi gli occhiali che indossiamo, in una visione dei vazha non distante da quella che noi abbiamo di Babbo Natale. La scena suscita in noi più fastidio che imbarazzo, quale futuro possono avere se il concetto di base è mendicare? Da queste parti non manca certo di ché vivere e di stranieri ne passano; la vera povertà sta invece in quest’assenza di nobiltà culturale, che i genitori non insegnano loro fin quando sono piccoli: attendersi sempre qualcosa dall’altro è più semplice. E pare essere questa la vera arretratezza, l’equazione che sta relegando un Paese ricco fra i più poveri del mondo. A parte i bambini, i quali asseverano le lezioni impartite loro dai genitori, sono proprio gli adulti a mancare di spirito d’iniziativa. Non sono pochi gli indicatori che lasciano pensare come le potenzialità anche umane – diversamente da altri Paesi – ci sarebbero, semplicemente sembra più facile non sfruttarle. Quanto sopra evidentemente non si applica per le aree disagiate presenti un po’ ovunque nel mondo e che qui costringono a fare una decina di km per riempire una tanica d’acqua. Da domani nel nord l’esperienza sarà diversa.

Trasferimento a Toliaraper il pranzo a base di pesce volutamente un po’ più tardi del solito e via per l’aeroporto, da dove voleremo per la capitale alle 17,30. Tutti consigliano di raggiungere lo scalo per tempo, anche per i voli nazionali. Capita così che due ore prima ci sia già coda in attesa del check in. Ovviamente non ci si può immaginare farlo online con la app e nemmeno sul sito, è tutto più semplice. Quello che conta è la sicurezza e la puntualità dei voli, fattori indispensabili visto il programma e dei quali nei limiti della nostra esperienza, non possiamo lamentarci. Non esistono terminali elettronici e quello manuale riesce a complicare le informazioni da fornire per i due voli in arrivo e gli altrettanti in partenza. Mentre attendiamo nel piccolo aeroportoabbiamo così tempo per riordinare le idee, nonché di programmare i giorni a venire nella parte nord del Paese. 
Flight TLR – TNR 17:30 – 18:35
L’arrivo nella capitale è puntuale un’ora dopo il decollo e per oggi resta solo più da riposarci qualche ora in un bell’hotel, nel cui rinomato ristorante si trovano essenzialmente turisti in gita di piacere. Siamo nella parte alta della città, non facile da raggiungere coi mezzi a causa di una serie di deviazioni dovute all’imminente arrivo del Papa; tutti i taxi brousse in arrivo nella capitale sono prenotati da tempo e sono attese almeno 800.000 persone. Le camere presentano palchetti in legno ed hanno un arredamento prettamente coloniale; la cucina è squisita, ma l’atmosfera è esclusivamente rivolta al tipo di clientela che la frequenta. Non facciamo particolarmente caso al alla fauna straniera e cerchiamo di andare a dormire quanto prima. Domattina la colazione è prevista alle 4.

IT

Commenti

0 approvati

Nessun commento approvato per questa lingua.