Giorno 3

Kirindy

Kirindi Reserve e l’indimenticabile tramonto sull’Allée des Baobabs

1 gallerie 0 mappe
Kirindy

Mattina a Kirindy

Dopo una colazione open air nel cuore della foresta, raggiungiamo rapidamente la Kirindy Reserve per vedere i primi lemuri ed altra fauna tipicamente malgascia. Riusciamo a centrare diverse prede con le nostre fotocamere, ma la fortuna non ci sorride nel momento di individuare il fossa, un felino ancestrale, l’unico predatore presente sull’isola, che in questa riserva risulta essere più facilmente avvistabile che altrove. Due ore sono sufficienti per una buona visita e si riparte per Morondava, della quale abbiamo già conosciuto la bontà dei ristoranti. All’ingresso di ogni città o villaggio si incontra un posto di polizia con tanto di bande chiodate sul una delle due corsie. Ci lasceranno sempre passare, mentre fermano per controlli i taxi brousse ed i mezzi privati, sovente in cerca di una mancia. Prendiamo possesso della camera e ci dirigiamo, manco a dirlo, a vedere il mercato locale: qui spiccano pesci freschi minuziosamente allineati alternandosi ad altri secchi, in un profumo che solo l’avessimo sentito in Italia non avremmo esitato a definire lezzo. Sono caratteristici i chioschetti che vendono schede o ricariche dei cellulari, pressoché ovunque. Rientriamo dalla spiaggia, in un misto fra immondizia e vero arenile tropicale. Alcune piroghestanno facendo rientro, le donne si avvicinano per prendere in consegna le prede e a trattarle di conseguenza. La prima qualità viene consegnata ai ristoranti, a seguire se ne servono loro o portano l’eccedenza al mercato nella speranza di accumulare qualche quattrino; l’invenduto viene seccato. Intorno alla città s’incontrano molte risaiedal tipico verde scintillante. Quando manca poco più di mezz’ora al tramonto ripartiamo verso l’Allée des Baobabs per uno dei momenti che rimarranno immagazzinati nella mente per il resto dei nostri giorni. Forse è l’highlight più significativa del Madagascar, di certo la più pubblicizzata e famosa. L’enorme sfera arancione scende poco per volta, illuminando la terra sempre più orizzontalmente. I baobabappaiono via via più grandi, maestosi di fronte al gruppo di osservatori appostato con ogni mezzo per le riprese. I centenari mastodonti diventano sempre più neri, la loro forma assume un carattere quasi finto, mistico ed al tempo stesso assolutamente del tutto naturale. Sembrano lì da sempre, antesignani di un’altra forma di vita, appaiono secchi ma sono tremendamente vivi, con le loro profonde radici a succhiare acqua dalle viscere della terra ed immagazzinarla nella loro pancia grigia, per poter fa fronte a periodi inaspettatamente secchi.
Fra i soggetti che stanno davanti e dietro le molte fotocamere non mancano i cinesi: la loro presenza sarà rara in questo viaggio, quasi unica. Gli arricchiti provenienti dalla Cina di solito preferiscono gli agi offerti dai resort, ornati da siti di facile accesso e “spendibili” sui social. In effetti il Madagascar può proporre soltanto l’Allée des Baobabs ed ecco perché li troviamo qui. A proposito, in relazione alla parabola del serpente e delle formiche come dovremmo considerarli? Forse ci troviamo di fronte ad un caso bivalente. 

Alberi di baobab allineati al tramonto in Madagascar.

Tramonto a Kirindy

L’Allèe des Baobabs visitata al tramonto è qualcosa d’indimenticabile, fra luci ed ombre spettacolari. Il profilo di questi alberi, che paiono rovesciati con le radici in aria è rimarchevole, questi poi sembrano stati piantati appositamente per farci passare in mezzo la strada in un’epoca in cui da queste parti l’uomo non aveva ancora messo piede. Recentemente ne è stato scoperto uno che ha più di 1400 anni. Ne esistono di tre tipi, tutti presenti sull’isola. Sotto gli alberi crescono arbusti che raggiungono un’altezza intorno ai due metri e mezzo. Il loro fusto arriva a contenere fino a 100.000 litri d’acqua rendendoli capaci di fronteggiare lunghi periodi di siccità. 

La cena, manco a dirlo di pesce, viene consumata in un ristorante di Morondava. Quattro passi per vedere la fine del giorno lungo la strada che si sta lentamente spopolando e viene ora anche per noi di andare a dormire, in mezzo ad un giardino decorato di buganvillee.

IT

Commenti

0 approvati

Nessun commento approvato per questa lingua.