Oman - Muscat

Giorno 17

Oman - Muscat

16/08/2026 1 gallerie 0 Mappe Asia LU Luigi

Tappa in Oman per visitare la sua capitale: Muscat. A sole tre ore di volo da Delhi ed è tutto un altro mondo. Migliore o peggiore? Un altro mondo.

Ancora una sveglia alle 5, ma stavolta non suona per andare a scolpire nella mente e nell’anima nuovi ricordi. Oggi si rientra, sebbene il destino abbia voluto che ciò avvenisse in modo soft: qualche giorno fa abbiamo scoperto che, se il volo da Delhi su Muscatè previsto puntuale, la coincidenza per Milano è ritardata di 5 ore, così ci troviamo con un patrimonio di 9 ore da impegnare nella capitale omanita. Grazie a un’amica iraniana residente in Oman riusciamo ad organizzare una visita breve quanto completa; c’eravamo già stati ma è sempre bello rivedere architetture, pace e ordine di quella città. Allora era febbraio del 2020 e faceva meno caldo, ma ora troviamo la temperatura quasi gradevole al cospetto dell’umidità invivibile di Delhi e Amritsar. L’aeroporto di Muscat è un deserto nel deserto: pochi passeggeri si spostano nei corridoi vuoti a causa dei tanti voli cancellati. Pur non essendo l’estate la stagione ideale per visitare il Paese, la Oman Air vive di transiti che la guerra di Hormuz ha reso moderatamente pericolosi, ma soprattutto inaffidabili, come dimostrano il posticipo di due giorni (poi risolti addirittura con un anticipo) all’andata e di cinque ore al ritorno dei nostri voli. Cambi di orari dei quali siamo venuti a conoscenza in tempo utile ma sempre fonte di qualche disagio. Peraltro, condividere il cielo del Golfo con i missili che si scambiano Stati Uniti, Israele e Iran non è cosa a cui tanti ambiscano. Così ci troviamo in un aeroporto quasi a nostra disposizione, iniziando dai controlli dei passaporti (fino a 14 giorni di permanenza non serve il visto) dove personale gentile e rilassato scambia con noi qualche parola non solo di circostanza. All’uscita c’è un van ad attenderci e con la nostra amica/guida qualificata andiamo a vedere:

 ·         Sultan Qaboos Gran Mosque (la visitiamo dall'esterno) (1)

·         Quartiere di Mutrah e il bazar cittadino

·         Al-Jalali Fort (dall’esterno)

·         Al-Alam Palace (dall’esterno)

·         National Museum of Oman (dall’esterno)

·         Al-Khor Mosque (dall’esterno)

·        Riyam Censer (2)

·         Royal Opera house - Royal Opera house- Royal Opera house

·         Bait Al Zubair Museum

·         Lungomare o corniche

 (1) chiude alle 11:00

(2) noto anche come Monumento dell'incensiere, una struttura gigante a forma di bruciatore di incenso

Salutiamo la nostra amica che non vedevamo da alcuni anni, torniamo nello scalo semivuoto e attendiamo l’imbarco che avverrà puntuale con arrivo a casa quando il lunedì è già iniziato da tre ore e mezza.

Se mi avessero detto in anticipo come sarebbero andate le cose avrei risposto che le utopie sono belle ma tendono a non realizzarsi. Certo, forse saremo stati bravi, ma abbiamo avuto tanta fortuna, elemento indispensabile affinché il sogno si realizzasse in mezzo a tensioni sociali in Kashmir, frane e blocchi di strade in Ladakh, inondazioni a Manali, perfino un piccolo terremoto a Leh.

Namaste (in hindi e nepali), tashi delek (in tibetano), julley (in ladakhi) o salam aleikum (in kashmiri) sono tutti saluti scambiati nelle lingue delle regioni vistate; essi posseggono quale denominatore comune un contenuto religioso, stanno ad augurare benedizione e pace all’interlocutore.  Ancora una volta ne esco convinto che siano i popoli a fare la bontà di una religione e non viceversa.

Nella terra di così tante religioni forse le Autorità Celesti hanno voluto assecondare i sogni di alcuni viaggiatori assetati di conoscere, di vivere e di ammirare con spirito entusiasta quanto sincero. Speriamo di aver ricambiato la loro benevolenza, riconoscenti e rispettosi nei loro confronti, delle popolazioni loro fedeli e del favoloso ambiente che non ha mai mancato di stupire. Abbiamo fatto il possibile per visitare il Kashmir, il Ladakh, l’Himachal Pradesh, il Punjab e Delhi in punta di piedi: fosse stato indossando gli scarponi, le scarpe, le calze o a piedi nudi (talvolta sul marmo rovente). Ne siamo stati ripagati e ritorniamo da questo viaggio in un India che non è solo India forse un po' migliori di quando siamo partiti. Sapremo conservare questo status per trasformarlo in karma? Intanto, cerco di incarnare un proverbio tibetano, affinché il mio io non sia il punto di arrivo del mio viaggio.

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