Se il volo è tranquillo, atterrando in orario verso le 23:30 locali, i tempi di attesa ai controlli in ingresso sono decisamente più lunghi, imputabili più a imperizia dei passeggeri che alla farraginosità burocratica dei funzionari. Per entrare in India servono tre documenti, oltre al passaporto: e-visa da ottenere tramite apposito sito almeno una decina di giorni prima della partenza, e-arrival card da compilarsi online a partire da tre giorni prima della partenza e il solito modulo rilasciato sull’aereo dove si conferma di non essere ammalati, terroristi e quant’altro. Basta informarsi preventivamente su internet, stampare quanto serve e presentarsi ai desk all’arrivo; purtroppo in pochi si fanno trovare diligenti e i pur collaborativi addetti sono costretti a perdere tempo e a farlo perdere di conseguenza a chi avrebbe le carte in regola. L’India non è un Paese particolarmente fiscale, ma non va dimenticato che è in stato di belligeranza (quando non proprio in guerra) fin dalla sua nascita nel 1947, pertanto occorre tenere presente che i controlli sono particolarmente rigorosi in quanto i rischi di attentati fanno parte della sua stessa storia, anche recente. E nei giorni a venire avremo quasi ogni giorno modo di appurare questo elevato stato di allerta.
Finalmente sdoganati ci troviamo all’uscita con il nostro amico/guida/driver Khan (https://dianatourtravels.com/) col quale abbiamo già condiviso l’esperienza in Rajasthan e Uttar Pradesh nei primi mesi del 2024. Con lui è nato un rapporto umano e un’intesa fondati sulla fiducia reciproca, tanto che quando ci vediamo in aeroporto assomiglia più a un ricongiungimento che all’incontro fra la guida e i suoi clienti. È ormai passata l’una di notte e il traffico della capitale tende a diminuire, non cessa invece il suono dei clacson a segnalare la presenza di mezzi e l’umidità asfissiante che fa uscire sudore da tutti i pori anche restando immobili. Ti avvolge come un boa constrictor e ti spreme trasferendo liquidi dal corpo agli indumenti in un nulla. Vista l’ora non ci sono code e la fluidità del traffico ci consente di arrivare a casa sua (possiede due stanze aggiuntive ben allestite che affitta agli ospiti in arrivo) in tempi accettabili. Ad attenderci troviamo la simpatica moglie, che rivediamo con grande piacere, e non possiamo andare a dormire senza aver prima bevuto un delizioso masala chai preparato da lei. Per fortuna l’abitazione dispone di ventilatori e aria condizionata, il che ci consentirà un riposo breve ma intenso. Con questo concludiamo una giornata iniziata esattamente 24 ore prima, sicuramente impegnativa ma nella quale tutto è calzato alla perfezione, così che ci troviamo nuovamente a Delhi, per quanto in condizioni climatiche completamente diverse. Ma non è questa la nostra destinazione principale.