Giorno 17
Copenhagen
Un sabato sera primaverile nella città della Sirenetta
La metropolitana di Copenhagen
Ancora una volta alla stazione di Kuramae sulla linea Asakusa, per acquistare un biglietto della metro sola andata verso l’aeroporto; un vagone stipato di gente ben vestita che va al lavoro si svuota man mano che ci avviciniamo al capolinea di Haneda, dove restano solo alcuni passeggeri con valigia al seguito. Da qui in avanti è il solito cliché previsto per il rientro. Da segnalare la rotta artica resa necessaria per evitare i cieli russi, compiendo così in pratica il giro del mondo dopo essere passati sull’Asia Centrale in andata. Varcando lo stretto di Bering e scendendo via Groenlandia dal nord Europa saranno 13h10’ nette di volo; sbarchiamo a Copenaghen poco dopo le 18 del giorno successivo sotto un sole limpido e tiepido: non possiamo di certo andare a dormire. Avevamo analizzato attentamente i mezzi da prendere e siamo subito pronti per salire sulla metro con destinazione guesthouse dove lasciare i bagagli. Tramite booking abbiamo ricevuto istruzioni precise per entrare e faremo tutto da soli grazie a un codice d’ingresso. Torniamo a prendere la metro e via per il centro. La serata è semplicemente splendida, come solo i cieli nordici sanno offrire, con il sole al tramonto che illumina di colori caldi monumenti e palazzi. Il Nyhavn – già normalmente vivace nel suo aspetto cromatico – brilla sotto gli ultimi raggi, mentre l’ora blu tende ad impossessarsi dello sfondo. C’è molta gente in questo inizio di weekend sereno in tutti i sensi; non abbiamo molto tempo, usciamo dalla metro in prossimità del giardino di Nytorv con vista sul Kongelige Teater (Teatro Reale), dopo il Nyhavn proseguiamo verso il palazzo di Amalienborg – residenza ufficiale dei reali danesi – dove sta avvenendo il cambio della guardia; si continua sulla passeggiata pedonale con vista sull’Opera affacciata dall’altro lato del canale fino a raggiungere la Sirenetta, un po’ decentrata rispetto alla zona centrale, ma ben raggiungibile attraverso il Langelinieparken. Rientriamo attraversando il Kastellet, dove c’erano le batterie militari fortificate nel momento in cui le ombre diventano lunghissime, salvo poi sparire in un attimo lasciando un cielo azzurro tenue. Camminando ancora la Fredriks Kirke si apre sul lato di una via e concludiamo l’intenso giro al Christiansborg Palace, il Parlamento danese.
Mattina a Copenhagen
Nel momento del rientro alla guesthouse i proprietari che vivono al piano superiore apparentemente non sono ancora rincasati, quando ci svegliamo l’indomani mattina alle 4:30 stanno ancora dormendo; alla fine non ci vedremo nemmeno, gli automatismi della domotica concedono in modo un po’ asettico ma efficace per entrambe le parti di gestire il pernottamento anche senza una reception.
Day 18 – Sabato 17 maggio 2025
Ieri sera alle 22 era ancora chiaro, stamattina quando usciamo già inizia ad albeggiare: magie dell’estate nordica! Nel silenzio più totale in dieci minuti scarsi percorriamo a piedi il tratto che porta alla stazione, prendiamo la metro e in un quarto d’ora siamo in aeroporto. Stavolta si rientra davvero; il tocco di incipit estiva in Danimarca ammortizza il senso del rientro ma aumenterà quello della nostalgia, che non tarderà ad emergere dopo questo viaggio.
IT
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