Giorno 5

Irlanda atlantica e Killarney

Slea Head Drive, nel punto più a est d’Europa. Killarney, residenze e omonimo parco

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Irlanda atlantica e Killarney

Mattina a Connor Pass

Dingle, oltre ad essere la città più a occidente d’Europa è anche una piacevole cittadina dove i turisti stanno iniziando a muoversi dopo la colazione, ma il bello viene lungo l’omonima penisola ed in particolare percorrendo la Slea Head Drive. Un ambiente fantastico, dietro ogni curva si celano paesaggi mozzafiato, in un tutto sospeso fra mare e montagna. Le nebbie che ammantano le cime come sempre tolgono brillantezza ai colori ma nel contempo infondono un ché di mistico. I faraglioni s’inabissano nell’Atlantico a volte con salti verticali, altre degradando da verdi colline e finendo con qualche scoglio. Intarsiata in questo paesaggio costiero di tanto in tanto si apre una spiaggia dai colori nettamente contrastanti e proprio per questo visibile anche da lunga distanza. Un’altra peculiarità delle montagne è la loro forma conica ma con le creste a disegnare curve paraboliche, non dissimili dalle Lofoten norvegesi.

Arrivo a Connor Pass

Arriviamo all’estremità occidentale contornando morbide colline, da sembrare pennellate con sapiente mano d’artista. Anche le architetture hanno il loro perché, con le case ad alveare ed i muri in pietra a secco che sembrano andare verso l’infinito, ovvero il mare. Per rientrare dal versante settentrionale della penisola attraversiamo nuovamente Dingle e risaliamo (pendenza del 7,5%) verso il Connor Pass a 456 mt.; sembra stato creato per poter osservare le vallate che sia aprono sui due lati. Oggi il sole non ha voglia di farsi vedere, non piove ma le nuvole sono una costante: si può solo discutere fra stratificazione densa e paesaggio più scuro o sottile con colori più tenui. Sembra invece magia pura quando i raggi riescono a filtrare mettendo a fuoco dettagli panoramici o creando giochi di luce unici nel loro genere, specialmente quando si riflettono nell’Atlantico. Nella discesa dal colle la strada diventa ad una sola corsia e da lì si spiega il divieto di transito a bus, caravan e camper fin dalle prime battute. Nonostante la stagione avanzata, le fioriture di ginestre ed eriche offrono tonalità di colori splendide, che un sole pieno avrebbe ulteriormente valorizzato. Una stradina di campagna con belle quanto strette e ripide salite ci porta nuovamente sulla litoranea meridionale, fortuna vuole che incontriamo pochi veicoli in senso contrario e sempre in luoghi schivabili. A questo punto si torna a Killarney per altre strade periferiche: la cittadina vive di turismo e non fa niente per stemperare questa sua caratteristica, sfoggiando occasioni di visita e divertimento per adulti e bambini. È evidente che sia una meta ambita tanto per il giro in giornata quanto per ferie e le attività offerte danno modo di trascorrere il tempo con la giusta intensità. Acquistiamo del prosciutto locale (abbiamo preso anche quello spagnolo ed italiano nei giorni scorsi per non fare scontentare alcuna delle nostre papille) accompagnato da cheddar red e scone come dolce, pranzando difronte al castello di Ross risalente al XV secolo, che vedremo dall’esterno subito a seguire. Riprendiamo la macchina per qualche km e parcheggiamo vicino all’abbazia, che vedremo al termine del giro. Ora il nostro interesse punta sul Parco Nazionale di Killarney al cui interno, oltre al lago omonimo, si trovano anche la Muckross House e le cascate di Torc, alte 20 metri.

Cervi pascolano si nutrono in un prato verde con alberi sullo sfondo.

Camminiamo lungo il percorso pedonale/ciclo/fiacker e ad un certo punto compare di fronte a noi la maestosa House circondata da prati che rasentano la perfezione. Ancora una bella camminata ed arriviamo alle cascate, interessanti anche se la natura sa offrire di meglio, per un totale di ca. 4 km di cammino sola andata. La via del ritorno offre una gradevole sorpresa: mentre tutti riprendono la stradina che costeggia il lago, per variare passiamo dall’interno ed in una radura nel bosco ci compare un folto gruppo di cervi intenti a consumare la merenda. Il parco è splendido e nonostante il folto numero di turisti riesce a conservare la sua originalità, questo anche grazie al civile comportamento dei villeggianti, e soprattutto dei loro figli che giocano, si divertano ma non assumono dimensioni ingombranti con grida e scorribande. L’Abbazia è quello che definiremmo un rudere, senza il tetto e con un grosso albero di tasso, a dimostrare che la copertura dell’edificio manca da qualche secolo. Nonostante questo, il luogo non dà l’idea di “abbandonato”, ma di lasciato al tempo senza fare nulla volutamente: una sensazione particolare ci avvolge aggirandoci tra gli spazi ormai spogli ma che sembrano raccontare infinite storie dal passato. Seguiamo per i Knockkreer Gardens, poco più di un prato con vista sul lago, e la splendida St. Mary Cathedral, assai normale dall’esterno ma la cui maestosità si apprezza non appena oltrepassato il modesto ingresso; qui le pareti in pietra salgono come i faraglioni atlantici, chiusi in cima solo dalle snelle arcate gotiche. Come eventualità il programma prevedeva anche la salita del Carrauntoohil, la montagna più alta d’Irlanda, ma l’idea di percorrere buona parte del percorso nella nebbia per vedere nulla una volta raggiunta la cima non ci entusiasma e rinunciamo prima ancora di partire. Visto quanto ci interessava di Killarney non resta che ripartire in direzione di Limerick per una novantina di km su una strada a scorrimento veloce con limite dei 100 km/h, mentre il cielo si è rischiarato nonostante permanga un materasso di nuvole.

Limerick County

LIMERICK COUNTY

Poco prima della città vogliamo ancora vedere il villaggio di Adare, pittoresco quanto famoso per le casette con il tetto in paglia, perfettamente rifilata: è un’arte irlandese particolarmente viva in questa ziona. Visto un ristorante dall’aspetto e dal menu interessante decidiamo di fermarci per del merluzzo e costolette d’agnello. Uscendo dal paesino abbiamo un’ulteriore piacevole sorpresa: l’attenzione viene attirata dalla bella St. Nicholas Church, facciamo inversione e chiediamo al gentile sacrestano di visitarla, dice che è chiusa ma porge le chiavi, così entriamo ed in un silenzio profondo ci caliamo nella storia di questo monumento, dove non è nemmeno necessario chiudere gli occhi per iniziare a sognare il passato.

La sistemazione odierna si trova a nord est di Limerick, all’interno del campus universitario, dove durante le vacanze estive vengono affittate delle stanze ai turisti. Ci sembra così di vivere per qualche ora un’esperienza diversa in mezzo a qualche giovane rimasto, campi sportivi ed edifici scolastici della cittadella universitaria.

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