Giorno 3
Cashel, Holicross e Blarney
Bei ruderi di chiese e castelli. Blarney, un maniero e giardini di grande interesse
Tipperary County
Dopo le prime 24 ore in terra d’Irlanda iniziamo a tratteggiare alcune caratteristiche salienti degli irlandesi. La dominazione plurisecolare di stampo britannico si è fatta sentire in modo evidente, tanto nelle architetture che nello stile quotidiano. Cordialità e simpatia fanno invece da contraltare alla seriosità in stile british degli abitanti dell’altra isola. Il tutto unito ad un modo di apparire fra il triste ed il nostalgico, corroborato da qualche birra utile per far emergere quello spirito di simpatia intrinseca presente in ognuno di loro. Questo è un primo punto di vista, pur parziale ma che risulta subito evidente.
Colazione in un supermercato Centra con caffè americano e cappuccino coadiuvati da un paio di dolci a Kilkenny, consumati all’esterno mentre inizia a piovigginare. Abbiamo qualche difficoltà a pagare il pedaggio dell’autostrada di Dublino, ritenteremo nei prossimi giorni.
TIPPERARY COUNTY
Tradizioni e spiritualità
Percorriamo le morbide colline lungo le campagne che portano a Holycross, dove un silenzio meditativo nella mattina di domenica non ancora decollata ci porta a vedere l’omonimo complesso religioso; è un susseguirsi di ondulazioni che non si possono nemmeno chiamare colline, mentre nel cielo inizia a vedersi qualche squarcio e la temperatura si mantiene sui 15 gradi.
Glen of Aherlow
L’ambiente è particolare in questa giornata, che è anche ferragosto non celebrato festivo come da noi, ma in cui nessuno si sta ancora muovendo. L’imponenza medievale del complesso contornato da un ampio cimitero dove le croci in pietra crescono come alberi ci riporta indietro con il tempo. Il silenzio aiuta ad immergersi in quest’atmosfera dove la storia sembra tornare a rivivere. L’austerità delle costruzioni in pietra ha un fascino particolare, un senso di ordine che rende maestose anche le costruzioni più piccole. Ci addentriamo in mezzo a porticati e chiostri per uscire da dove siamo arrivati e tornare così nell’anno in cui viviamo. Con un breve spostamento arriviamo alla rocca di Cashel, sormontata da una chiesa romanica in rovina ma tutt’ora grandiosa nelle sue mura e la tipica torre rotonda. Non viene adibita al culto da alcuni secoli; il fatto tipicamente britannico che certi luoghi di culto non vengano restaurati da un lato dispiace perché possiamo appena immaginare cosa significasse Cashel nel suo splendore, dall’altro indicano il passaggio dei tempi infondendo un complesso senso di misticismo. Gli scheletri costituiti da mura private del tetto costringono la mente ad immaginare come poteva essere il monumento, fosse ben restaurato ci si concentrerebbe solo sulla bellezza del presente. Gli interni spogli lasciano sperare che i tesori riposino in qualche museo, più prosaicamente c’è da credere che siano finiti chissà dove quale bottino di guerra. Le ragioni per i contenziosi bellici del resto non sono mai mancati, solitamente ricoperte da uno spesso velo di pretesti religiosi. Ci aggiriamo in silenzio fra gli spazi vuoti, calpestando ghiaia anziché marmo, che la pioggia ha inumidito; guardando in alto al posto della cupola appare la volta celeste. Ma non è la Cappella Sistina, non fosse che qui il dipinto cambia ogni pochi minuti. Una passeggiata nel centro di Cashel ne restituisce un’idea cromaticamente bella, anche se tutto si conclude nella via principale. Una deviazione che non costa nemmeno tanti km ci porta alla Glen of Aherlow; non si tratta di vere montagne, sono piuttosto colline scintillanti di verde dopo l’immancabile pioggia e nonostante il cielo ancora coperto. Cahir è un villaggio medievale con il castello che sorge su un’isola fluviale. Del complesso, sull’isola fa parte uno splendido e ben tenuto parco dove si possono ammirare una “spada nella roccia” ed alcune attrezzature in pietra. Nonché una serie di tavoli e panchine che offrono lo spunto per il pranzo di Ferragosto costituito da salumi e formaggi irlandesi!
Cork County
CORK COUNTY
La tirannia del tempo ci costringe a rinunciare al litorale meridionale di Tramore ed altri villaggi limitrofi, puntando direttamente su Blarney, dove accediamo all’omonimo castello e nei giardini annessi. All’interno di questi ultimi spiccano le sezioni di piante carnivore e velenose, una vera lezione su questo ramo di botanica mai incontrata finora. Anche la visita del castello risulta essere suggestiva per comprendere la vita della nobiltà irlandese nei secoli passati, o meglio di quella inglese in Irlanda. Infine merita, ed avrebbe meritato un più giro più lento, la visita del Rock Close, un’area ornata da ricca vegetazione semi tropicale all’interno della quale si snodano ruscelli e cascate di ogni genere, fra formazioni rocciose che sembrano messe lì appositamente allo scopo di fare da scenario alla flora ed ai giochi d’acqua. Una visita decisamente utile, tanto dal punto di vista culturale che paesaggistico, addirittura col sole permanentemente in modalità “on”.
L’ultima tappa della giornata è Cork, che raggiungiamo con un breve tratto di 10 km. Pur essendo la seconda città irlandese finiamo per non ricavarne una grande impressione: il centro è trasandato, pur nell’allegra ed affollata movida del tardo pomeriggio domenicale, che passeggia fra la fitta serie di ristoranti delle vie centrali. È proprio qui che maggiormente si nota il contrasto, con lo stato di abbandono dei piani superiori, disabitati ed in preda ad un degrado sempre più evidente. Non sappiamo se sia stata la forte crisi del 2009 che ha colpito maggiormente i centri urbani, resta il fatto che il centro presenta due facce: a livello strada vivace ed attiva (almeno in questo frangente della settimana) con un susseguirsi di esercizi commerciali ed i piani superiori nonché i quartieri adiacenti in preda all’abbandono. Ce ne accorgiamo anche lungo la passeggiata che ci porta a visitare la St. Fin Barre’s Cathedral, costeggiando ammirevoli edifici storici alternati a vetuste abitazioni popolari. La cattedrale è splendida, chiediamo di entrare mentre è appena terminato un incontro religioso; il guardiamo ci fa attendere un paio di minuti e ci fa entrare per qualche scatto agli interni di questa magnificenza del gotico francese, ma non solo. Rientriamo a piedi nel centro storico pensando che la città ha una bellezza intrinseca impreziosita dai due fiumi che la cingono, solo fosse meglio manutenuta, in quanto le sostanze architettoniche e paesaggistiche certo non mancano. Questa è sarà un po’ la costante delle città che vedremo nei prossimi giorni, inclusa Dublino per certi versi. Verrebbe quasi da dire che gli irlandesi non siano poi tanto tagliati per le città e tengano più in ordine i paesini di campagna, dove regna un ordine pressoché assoluto figlio di un senso civico senza pari. In alcuni casi si vedono ristrutturazioni che puntano marcatamente a stili moderni, sovente in piacevole contrasto con edifici antichi ma molto meno con quelli vecchi, per non dire vetusti. Ceniamo su un tavolino all’esterno, lungo l’arteria dello struscio, cosa che serve anche a riceverne un ritorno di tipo social antropologico degli abitanti.
Il volto urbano di Tipperary County
Il pernottamento sarà in una stanza della lussuosa villa prenotata nel pomeriggio tramite Airbnb in un ricco quartiere non distante dalla città. Ci viene messa a disposizione una camera con bagno attiguo, ed è esattamente quanto necessitiamo per trascorrere la notte. Questo sistema di accomodation offre inoltre la possibilità di dialogare con i proprietari, in modo talvolta meno impegnativo rispetto ai B&B che in qualche modo obbligano a rispettare i loro orari per la colazione. Inoltre, ficcare il naso in casa altrui in modo autorizzato aiuta a capire meglio le abitudini ed in generale la quotidianità degli irlandesi. In generale nelle case troviamo sempre una cucina enorme ed equipaggiata in modo impeccabile, il tutto riccamente fornito di servizi di piatti, tazze, bicchieri da mille e una notte. Anche i bagni sono sempre molto spaziosi e dotati di ogni comfort, strapieni di asciugamenti e ogni oggetto da toeletta che possa servire. Nei giardini si notano amache, dondoli imbottiti e sedie di ogni tipo, illuminati la sera dia romantici fili di lampadine a decorare anche vasi di fiori e alberi.
Tanto oggi che nei prossimi giorni incontreremo molti cartelli inneggianti i beniamini locali in vista degli ormai avvenuti Giochi Olimpici di Tokyo. In alcuni casi si vedono perfino le congratulazioni per i risultati ottenuti. Da queste parti notiamo foto di canottieri e non facciamo difficoltà a capire il perché alla vista dei vasti bacini dedicati ad allenamenti e competizioni.
Un’altra costante del paesaggio irlandese sono le ortensie: grandi quanto vigorosi cespugli contornano le abitazioni fino a formare vere e proprie siepi, con colori che variano dal lillà al blu passando per varie tonalità di viola, brillanti anche sotto il cielo cupo, tanto che verrebbe da battezzarlo quale fiore nazionale dell’Irlanda ben sapendo invece che questo è lo shamrock, il trifoglio.
IT
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