Giorno 4

Estremo sud-ovest

Frastagliate penisole dove l’oceano tiene sotto assedio la terra

1 gallerie 0 mappe
Estremo sud-ovest

Mattina a Drombeg Stone Circle

La solita colazione on the way e ci dirigiamo verso la costa meridionale dove si trova Kinsale, una fortezza bretone situata in posizione strategica quanto riparata. Il tempo non deve volgere sempre al bello stando alle vivaci colorazioni degli edifici, quasi che l’allegra gente del posto cerchi in questo modo di combattere il grigiore imposto dall’alto. Vale decisamente una passeggiata, così come la vale la splendida vista dall’alto del Charles Fort, nonostante una brezza tutt’altro che accomodante. Ma la difficoltà maggiore è rappresentata dalla stretta stradina che conduce al promontorio, dove incrociare un altro mezzo significa misurare ogni centimetro per scansare i pur civilissimi autisti che si parano di fronte. La strada ci porta verso l’interno per visitare rapidamente Skibbereen ed alcuni villaggi poco distanti dalla costa, dove la vita scorre lenta come le onde che s’infrangono sugli scogli.

Drombeg Stone Circle e Mizen Head

Da questo punto in avanti il paesaggio è costituito da insenature che s’inoltrano nella terraferma a formare una serie di marcate penisole, mentre il suolo è un degradare morbido quanto verde di colline che lentamente scendono ad incontrare il blu del mare; qui si trovano diverse fattorie la cui attività principale è l’allevamento, costellate da punteggiature di mucche e pecore a brucare sui verdi pascoli bordati dagli scenografici muretti in pietra. Ben altro ambiente rispetto ai faraglioni della costa occidentale, meno scenico tuttavia più morbido e riflessivo. Per contro l’agricoltura sembra assente dai terreni irlandesi, in rari casi abbiamo visto coltivazioni; ci saranno ma il settore non dev’essere certo un vanto nazionale. Attraversiamo buona parte del sud ovest del Paese percorrendo una strada che di tanto in tanto si affaccia sul mare, soffermandoci al sito di Drombeg Stone Circle, con 17 menhir posti in circolo per qualche rito propiziatorio risalente agli albori dell’era cristiana, all’epoca non ancora sbarcata in queste lande desolate. I menhir disposti in tondo sono circondati da una distesa di eriche vermiglie in piena fioritura. Nel sito spicca anche un luogo dove si poteva cucinare, segno che, probabilmente data la relativa stabilità delle temperature, questo era un luogo dove si poteva soggiornare a lungo. L’esplorazione della penisola più meridionale ci porta a Mizen Head, dove il cielo grigio riesce a malapena a mitigare la maestosità di un paesaggio rappresentato dalla scogliera aggettante nel mare. La ruvidezza delle onde che s’infrangono contro gli scogli fa da contrasto all’altopiano sovrastante, sul quale pascolano beatamente alcuni equini. Riteniamo che la vista non migliori pagando il ticket per andare a vedere il capo vero e proprio, tenuto unito alla terraferma da un ponte perdonale in metallo. Mentre rientriamo – come fossimo a teatro – un fascio di luce assolata illumina la spiaggetta di Crookhaven, generando delle cromaticità da favola.

Un cerchio di pietre erette si estende attraverso un paesaggio verde in Irlanda.

Escursione a Beara Peninsula

Dopo Bantry ci addentriamo nella Beara Peninsula fino al bivio che porta all’Healy Pass, prima di scollinarlo ci fermiamo per una camminatina panoramica con il vento che ci accarezza più di quanto potremmo apprezzare, ma la vista su entrambi i versanti è magica, accompagnata di tanto in tanto dai soliti fasci di luce solare tendenti ad illuminare dettagli delle vallate sottostanti lungo le quali s’inerpica la strada, in un tripudio di eriche ed altri fiori. Scendiamo sul versante settentrionale e l’attenzione viene attirata dal repentino cambiamento di vegetazione man mano che la quota scende, pur essendo partiti solo dai 334 mt di quota del colle, passando dalle praterie ricche d’erica alla fascia in cui dominano cespugli e alberi bassi, terminando lungo il mare con una vegetazione d’alto fusto di stampo quasi tropicale. Tale vegetazione alle basse quote dev’essere dovuta alle brevi quanto intense e fini piogge che ben si combinano a temperature non calde ma costanti lungo tutto l’anno. La vegetazione viene inoltre favorita dalla tiepida Corrente del Golfo, assumendo incredibili caratteri tropicali, punteggiata da palme, bambù e agavi. Percorriamo ancora qualche km in direzione dell’estremità, ma stavolta il bosco impedisce quasi ovunque di vedere il mare, tanto che rientriamo verso Kenmare,

Kerry County

KERRY COUNTY

Il volto urbano di Drombeg Stone Circle

una bella cittadina invasa dai turisti. Il tempo oggi stringe sempre di più, non c’è modo di percorrere il Ring of Kerry ed attraversiamo la dorsale passando per il Moll’s Gap dal quale ci aspettavamo attrattive sceniche di maggior interesse, ma comunque degno di qualche scatto. Scendiamo ed attraversiamo il Killarney N.P., quindi la città omonima nell’ora dello struscio fra una significativa rappresentanza di borghesia irlandese, arrivando a Killorglin, dove ceneremo bene in un pub cercando cucina locale accompagnata dall’ormai fedele Guinness. Dal fondo della penisola di Beara e lungo la penisola di Dingle i cartelli hanno scritte in inglese, francese e tedesco, mentre vari negozi hanno la doppia insegna in inglese e francese.

È ora di riprendere il breve cammino stradale in direzione di Anascaul, dove ad attenderci c’è il gentile host di un B&B precedentemente prenotato. Nel frattempo abbiamo modo di ammirare le luci del tramonto filtrare attraverso uno strato di nuvole leggere, a proiettare immagini surreali nelle acque del fiordo. Dopo una rapida sistemazione in camera troviamo ancora il tempo per una birra (sempre dello stesso marchio) ed un Irish Coffee in un tipico pub a pochi passi dalla nostra dimora; riusciamo a consumare all’esterno mischiandoci con gli avventori locali e sentendoci anche noi gaelici per qualche istante, sicuramente coadiuvati dalla scura bevanda. È comunque interessante rilevare come in un villaggio che conta a malapena 300 abitanti riescano a campare ben tre pub, tutti arredati in stile assolutamente tipico, con foto alle pareti e strisce di lampadine che illuminano a malapena il locale conferendogli un’atmosfera calda ed accogliente.

Il bilancio della giornata è positivo in quanto a località visitate, con lo spettacolo rappresentato dalla terraferma che penetra per decine di km nel mare, o viceversa, ma presenta una morfologia meno interessante mentre l’ambiente di Dingle si presenta decisamente più attraente, vista la maggior somiglianza ad un fiordo.

IT

Commenti

0 approvati

Nessun commento approvato per questa lingua.