Gibilterra e Pueblos Blancos

Giorno 9

Gibilterra e Pueblos Blancos

19/02/2022 1 gallerie 0 Mappe Europa

Scorcio di UK con le palme ma soprattutto il fascino dei villaggi bianchi nel verde

Mappa Andalusia e Algarve - itinerario completo · Tarifa e Gibilterra

Tarifa, Gibilterra e i churros dello stretto

Come sempre, mentre ancora nessuno si muove ci muoviamo noi; dopo essere passati dal mirador per uno sguardo che cade nel mare — le coste africane sono ancora ammantate dalla foschia mattutina — arriviamo a Tarifa per la colazione. Un bar dispone di un enorme pentolone pieno di olio bollente che per fortuna non risulta destinato agli avventori come si faceva in epoche remote nei confronti dei nemici — o forse sì, dal momento che da una cannula sagomata esce una pastella che cadendo nell’olio si trasforma in pochi istanti in squisiti churros. Sarà un pasto abbondante, ben smaltito da quattro passi nel centro contornato da mura antiche e fortificazioni. Non c’è molto, ma quello che c’è è rimarchevole.

Un’altra esperienza ci attende: andare a visitare un pezzo di Gran Bretagna con le palme. Gibilterra si erge con la sua inconfondibile rocca, visibile già da distante e appena nascosta dai palazzi e dai cantieri di Algeciras che si trovano subito prima. Lasciamo la macchina in uno dei tanti parcheggi di La Línea de la Concepción, giusto prima del confine — c’è una lunga coda di veicoli, occorrerebbe un’assicurazione speciale e non lo reputiamo conveniente. Accediamo dunque al passaggio pedonale mostrando agli uomini in divisa spagnoli e britannici la carta d’identità, trovandoci subito dopo nel Regno. La prima nota curiosa deriva dal fatto che appena usciti dagli uffici di frontiera dobbiamo attraversare a piedi la pista dell’aeroporto, prestando attenzione che non arrivino aerei. In realtà esiste un servizio con semafori e controlli per evitare sciocchezze, ma trovarsi ad attraversare il suolo di atterraggio di uno scalo in questo modo è già qualcosa. Giunti indenni sull’altro lato — e scoperto con curiosità che la guida stradale è la stessa dell’Europa continentale — notiamo subito le cassette postali e le telephone box in tipico stile british. Risaliamo le ripide strade fino a quando un posto di blocco permanente all’altezza del Moorish Castle, gestito da militari, ci pone di fronte al bivio: rientrare o pagare il biglietto per accedere alla cima della rocca. Non avendo considerato Gibilterra fra gli highlight del giro decidiamo di rientrare e percorrere le vie centrali, in un mix di facce, lingue e architetture che vanno dal britannico allo spagnolo al nordafricano. Cerchiamo di capire l’anima di questa città quasi-Stato — luogo d’incontri non sempre limpidi, punto strategico durante molte guerre e ancora oggi imprescindibile centro per l’osservazione di quanto succede all’imbocco del Mediterraneo: una sorta di portineria ben presidiata. Quando è ormai mezzogiorno ci accorgiamo che il programma è ancora fitto e occorre visitare i pueblos blancos dell’interno. Ci sono più di 100 chilometri da percorrere lungo una bella strada che lascia poi spazio a una carrozzabile inverosimile, stretta e piena di curve ad assecondare ogni asperità della montagna. Troviamo finalmente una zona pic-nic nella quale ci rifocilliamo con ottime scatolette di sardine, jamón e la birra Cruzcampo — tutti prodotti locali.

Curiosità
Gibilterra: due chilometri quadrati di sovranità britannica
Panorama urbano costiero con vista sui porti e il mare.
Mappa Andalusia e Algarve - itinerario completo · Sierra de Grazalema e pueblos blancos

La Sierra de Grazalema e i pueblos blancos del pomeriggio

Mentre entriamo nella Sierra de Grazalema incontriamo diversi alberi a cui è stata tagliata la corteccia fino a circa 2 metri di altezza. Sono querce da sughero, presenti in vastissime estensioni, soprattutto nelle zone più elevate ed esposte a nord — in sostanza dove l’ulivo non gradisce. In zona troviamo le prime e uniche ginestre gialle: nel resto dell’Andalusia saranno frequenti ma tutte di colore bianco. Le rocce sono di tipico calcare, a formare profondi anche se non molto lunghi calanchi. Molti ovini al pascolo dove l’erba cresce spontanea, nelle pianure brillano i prati verdi. Úbrique giace sonnolenta nella domenica postprandiale, anche se molti suoi abitanti sono ancora nel vivo delle libagioni nei dehors dei ristoranti. Le vie lastricate presentano belle viste ovunque, mentre le case bianche contrastano con le nuvole che talvolta raggiungono il grigio cupo. Grazalema attrae l’attenzione per i murales a tema che forniscono ottime nozioni di storia e cultura locale; anche qui i miradores non mancano, così come vediamo diversi escursionisti di ritorno da una camminata nelle basse montagne circostanti. La prossima è Zahara, col suo bel lago artificiale, posta al riparo di una rocca quasi come se volesse nascondersi o proteggersi dal vento. Saliamo e giriamo in macchina gli stretti quanto ripidi vicoli, confortati nel percorrerli solo dall’esempio di qualche automobilista locale. Eccoci quindi a Olvera, con il castello e la chiesa de la Encarnación — molto belli anche i dintorni di uliveti. Il sole sta scendendo in mezzo a un nuvolame misto, ma proprio per questo più caratteristico: è un sogno da visitare, anche se siamo di fretta. Camminiamo rapidi ma con gli occhi ben aperti; ovunque c’è qualcosa che merita, non fosse che un muro bianco dal quale pendono una serie di gerani variopinti piantati in un vaso colorato a sua volta. Dai miradores si vede una distesa di coppi rossi e muri bianchi — un mosaico con tasselli di rara bellezza; la luce del tramonto a un certo punto irrompe e le nuvole calano un sipario con varie tonalità di rosso. Avevamo deciso di saltare un paio di pueblos per ragioni di tempo, ma sono talmente affascinanti che decidiamo di vederli comunque, anche a costo di arrivare a Ronda col buio. Quando la notte è ormai calata siamo costretti a dirigerci verso l’hotel, situato in uno dei villaggi più interessanti — Ronda — a cui dedicheremo la visita serale. Cena in un ristorante tipico e abbastanza di classe, frequentato dalla borghesia locale nel clima del sabato sera. Due passi al termine in un centro storico ben ristrutturato e tranquillo, anche se il fresco pungente ci consiglia di non indugiare troppo — un buon riposo ci consolerà dallo stress accumulato in una giornata intensa e soddisfacente, soprattutto nelle sue ore pomeridiane.

Curiosità
Il sughero: la corteccia che si rigenera da sola
Curiosità
I churros: colazione fritta nell'olio da secoli
Pernottamento
Hotel Sierra Hidalga – Ronda

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