Giorno 5

The North West

Coste frastagliate e fiordi profondi nella discesa lungo la costa atlantica (nord ovest)

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The North West

Sulla costa nord-occidentale

Il mattino si presenta velato di nuvole alte e lattiginose che mai cedono all’idea di far scendere pioggia, ma nasconderanno il sole per buona parte della giornata. I paesaggi che vediamo sono semplicemente maestosi e le strade che percorriamo hanno la caratteristica di essere solitamente a una sola corsia con frequenti passing places, piazzole messe li’ per consentire l’incrocio fra veicoli. Il tutto complicato dalla frequente presenza di pecore sull’asfalto. Non e’ facile guidare in queste condizioni: bisogna sempre prevedere l’arrivo di qualcuno in una zona poco antropizzata e pertanto potenzialmente libera. Al momento dell’incrocio si e’ costretti a repentine frenate per accostare senza perdere troppa velocita’ e ripartire subito dopo. I chilometri da percorrere sono tanti e la strada non consente alte velocita’, oltre a richiedere una concentrazione costante.

Da Durness a Lochcarron

L’apice della giornata lo vediamo nei pressi di Durness, a Coldbackie, una spiaggia che, se non fosse per le fresche temperature, si potrebbe tranquillamente definire tropicale. Un’insenatura fra due alte colline che degrada verso il mare e’ stata riempita di sabbia durante i millenni; l’acqua che arriva a lambirla consente la visione del fondale per decine di metri. Visivamente parlando, solo le abbondanti fioriture di erica sulle colline confermano che non siamo ai Caraibi. Visitiamo la Smoo Cave, una grotta che accede a un fiordo ben riparato, abitata nell’antichita’ da tutte le popolazioni che hanno vissuto o occupato la zona, inclusi i vichinghi. All’altezza di Ullapool, cercando in mezzo alle nuvole, riusciamo persino a vedere un po’ di sole, pronto a rendere piu’ vivi i colori, ma torna ad eclissarsi poco dopo. Mentre scendiamo gli occhi si posano su un cartello che indica la vendita di salmone affumicato. Come due gatti affamati ci mettiamo in cerca della preda, che riusciamo a trovare presso il B&B gestito da un’anziana signora, la quale ci assicura che lo affumicano sul posto. Il profumo che c’e’ intorno lascia pochi dubbi. A pranzo daremo fondo alle sette once del pregiato pesce in un’area di servizio lungo uno dei tanti torrenti che scorrono dalle Highlands verso l’Atlantico.
Si passa per Gairloch, Torridon e Shieldaig. Vediamo anche le Victoria Falls, ma non sono di certo indimenticabili.
Scendiamo a Lochcarron, villaggio di case bianche che si estende lungo il porto. La sua struttura e’ semplice e scorre in parallelo: case, giardinetto, strada, striscia di giardino pubblico, passeggiata e fiordo. Rade gocce di pioggia scendono per inumidire la strada e rendere il tutto piu’ scozzese. Per nostra fortuna si tratta solo di pochi minuti e l’orizzonte torna ad alzarsi.
In generale la costa occidentale e’ piu’ attraente. Mentre l’altro versante degrada lentamente verso il mare con pendii a limitata inclinazione, coperti da verdi pascoli ed un’inurbazione in qualche modo accettabile, a ovest e’ la montagna che si getta nel mare, lasciando poco spazio per strade e ogni genere di insediamento umano. Solo le pecore oziano brucando lungo i ripidi saliscendi. Questa parte e’ sicuramente piu’ interessante dal punto di vista turistico, con numerosi fiordi che penetrano come spade nella terraferma. Alcuni di essi sono particolarmente profondi e nella seconda guerra mondiale hanno ospitato le navi da guerra inglesi e sovietiche, che qui si riparavano al sicuro. In alcuni casi i fiordi necessitano una lenta ma bellissima circumnavigazione, mentre su pochi altri sono stati costruiti dei ponti. Le strade sono ovviamente a una sola corsia, con le cautele che ne conseguono. Il traffico e’ scarso anche se ci attendevamo perfino qualcosa in meno, vista la splendida solitudine dei luoghi. Costeggiando alcuni fiordi vediamo allevamenti di salmoni.

Un fiume scorre attraverso una gola rocciosa in Scozia.

Sera a Plockton

La sera ci vede arrivare a Plockton, piccolo villaggio di case imbiancate a calce che sembra essere assai frequentato dai turisti, anche se nessuno pare capirne la ragione. Per 50 sterline un’anziana signora ci mette a disposizione un’ottima sistemazione. La casa e’ ben arredata e torniamo ad avere la giusta idea di cosa sia un B&B. Plockton dispone di quattro ristoranti, al limite del tutto esaurito. Troviamo un tavolo al secondo tentativo, ma il risultato e’ piu’ che apprezzabile. Smoked haddock e trota con le mandorle, dove una cremosa birra, la Best, porta la votazione ai massimi livelli.
Verso le 21 la nostra signora ci attende per un te’, vista la qualita’ delle birre locali avrei preferito un paio di queste ultime, ma noblesse oblige. E’ l’occasione per fare due chiacchiere con lei, assaggiando una fetta di torta alla banana che gentilmente ci offre. Chiacchieriamo diffusamente e veniamo a sapere che in zona il lavoro scarseggia, cosi’ che i giovani sono costretti ad andare a studiare altrove, per poi restarci. Proprio come quello che e’ successo a tre dei suoi quattro figli, si trovano a Dundee, Glasgow e in Irlanda. Lei, che e’ vedova da ormai tre decenni, integra la pensione con l’attivita’ di hosting. E’ comunque abitudine diffusa quella di utilizzare le stanze lasciate libere dai figli per dare ospitalita’ e arrotondare cosi’ lo stipendio o la pensione. La vita in inverno a Plockton non e’ propriamente facile. I pochi abitanti se ne stanno rintanati in casa, mentre la neve scende copiosamente. Lo scorso anno hanno dovuto verricellare alcuni passeggeri di un treno rimasto bloccato per le abbondanti nevicate. Anche se puo’ sembrare strano, il paesino e’ collegato al mondo esterno con sei treni giornalieri, che indirettamente permettono di raggiungere Glasgow, Aberdeen e Dundee, dove hanno sede le universita’ e ci sono maggiori possibilita’ di trovare un impiego. Grazie alla Corrente del Golfo il fiordo non ghiaccia particolarmente, almeno non abbastanza da poterci camminare o pattinare sopra. Nonostante la casa sia elegante e ben arredata, sembra che la nostra signora non appartenga alla classe dei ricchi. Resta in ogni caso un atteggiamento di ospitalita’ rimarchevole. La stanchezza della lunga giornata al volante si fa sentire e non servono canzoni per conciliare il sonno.

IT

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