Giorno 1

The South

L’arrivo in Scozia: le ingegnerie di Falkirk, il vallo di Antonino e il mito di Braveheart.

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The South

Da Edimburgo a Stirling, passando per Falkirk

Arriviamo a Edimburgo con EasyJet, con circa un’ora di ritardo. Le procedure per il noleggio dell’auto vanno invece lisce e otteniamo una VW Golf.
Falkirk: la ruota consente di sollevare le imbarcazioni per congiungere i diversi livelli del canale che collega il fiordo di Clyde a quello di Forth, ovvero quello di Glasgow a quello di Edimburgo. Funziona tramite un sistema di enormi ingranaggi, i quali necessitano la potenza di soli otto tostapane per sollevare le imbarcazioni di 35 metri.
Antonine Wall: il Vallo di Antonino, fatto costruire intorno al 140 d.C. dall’imperatore che si spinse piu’ a nord nella conquista di quella che veniva chiamata Britannia. Dista meno di 1,5 km dalla ruota.
Aberfoyle, dove non sostiamo.
Trossachs: facciamo il giro, raggiungendo un freddo colle a circa 243 metri, l’Old Duke’s Pass. Il cielo e’ leggermente coperto, ma non sembra volgere al brutto, stanti ampi squarci di sereno.
Scendiamo su Callander in mezzo a splendide bordure di eriche per vedere dall’esterno la bella chiesa. Passiamo davanti a un castello che la guida non menziona, ma comunque rimarchevole. E’ un centro vacanze per facoltosi.
Raggiungiamo cosi’ Stirling prima di cena per vedere subito il Wallace Monument, dedicato a William Wallace, il celebre Braveheart, eroe scozzese morto nel 1305.

Vista frontale della chiesa di Rob Roy a Callander in Scozia.

Prima sera a Stirling

Troviamo cosi’ uno splendido B&B per 63 sterline. Andiamo in centro a piedi per la meritata cena. Il guardiano del castello, vedendoci in strada un po’ dubbiosi con la cartina in mano, ci indica come raggiungere il centro. Non che la cucina britannica offra una gran rinomanza di varianti, ma in nome di una multietnicita’ che questo Paese, soprattutto grazie alle ex colonie, conosce ormai da molti anni, non riusciamo a trovare un solo ristorante che cucini qualcosa di locale. Vasta l’offerta di indiani, seguiti dai cinesi. Ci fermiamo in un simil messicano, dove almeno riusciamo a gustare una bistecca e un salmone come si deve. Un’ultima passeggiata per vedere Holy Rude Church, la prigione e le illuminazioni del castello che si trova in cima a una collina, rientrando poi per un meritato riposo e lasciando che i giovani si divertano scorrazzando veloci in auto per il sabato sera. Notiamo la presenza in citta’ di numerose botteghe di parrucchieri e locali pubblici di dubbio gusto con brutti ceffi all’esterno, tipiche taverne di buona memoria dickensiana.

IT

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