Giorno 9

Edinburgh

Edimburgo in un domenica mattina di fine estate…e di fine vacanze.

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Edinburgh

Ultime ore a Edimburgo

Abbiamo qualche ora per visitare Edimburgo di giorno e ne approfittiamo facendo una rapida colazione in camera poco dopo le 6.30, dal momento che quella ufficiale viene servita non prima delle 8.30. Mentre la citta’ non pensa ancora a mettersi in moto e in giro ci sono solo i camion della nettezza urbana intenti a ripulire dai residui del sabato sera, ci dirigiamo al porto per vedere il Britannia, il panfilo reale, attraccato dal 1997, quando e’ stato dismesso dalla famiglia reale. Pare che i suoi interni espongano quanto di piu’ lussuoso si possa pensare ma, a prescindere dall’orario, non siamo minimamente interessati a porgere i nostri omaggi ed il nostro stupore ai regnanti di Londra. Ci rechiamo sulla collina di Calton Hill per una vista dall’alto, meritevole di una breve scarpinata per raggiungere tale podio. Ci portiamo infine verso il centro per una passeggiata lungo le vie piu’ percorse dal turismo. La New Town e’ degna di menzione ma potrebbe tranquillamente essere percorsa in auto, mentre la zona che si trova sotto la rocca del castello sembra essere decisamente piu’ interessante. I giardini sono qualcosa di incantevole, soprattutto in quanto hanno il castello come sfondo.

Una vista ampia della strada con edifici storici in Scozia.

Royal Mile e saluto alla Scozia

C’e’ tutta una serie di lavori in corso per preparare lo spettacolo pirotecnico della sera. Purtroppo non ci saremo, ma in otto giorni ci sembra di aver gia’ visto parecchio di questo Paese del quale poco si parla, ma che nel silenzio conserva tradizioni, attrattive turistiche e culturali fra le piu’ belle che si possano incontrare in Europa. Un ultimo scorcio dedicato al Royal Mile e alla piazza prospiciente il castello suggella il tutto e lascia un ricordo magico di un Paese orgoglioso e al tempo stesso modesto rispetto ai tesori che possiede.

Considerazioni generali

CONSIDERAZIONI GENERALI:

Gli Scoti, da cui deriva il nome di Scozia, arrivarono dall’Irlanda nel VI secolo, quando gia’ esistevano altre popolazioni, quali i Pitti nel centro-nord ed i Britanni nel sud. Dall’VIII al XII secolo il nord fu terra dei vichinghi. Poco o nulla si sa invece delle popolazioni che hanno abitato le isole del nord, lasciando evidenti tracce archeologiche. Ovunque si trovano castelli, dimore o luoghi legati a Maria Stuarda, la sfortunata regina di Scozia che regno’ nel XVI secolo. La Scozia e’ parte della Gran Bretagna dal 1707 e venne sottomessa con condizioni coloniali nel 1746 dopo la battaglia di Culloden. Attualmente e’ in atto una devolution, che ha permesso l’instaurazione di un parlamento a partire dal 1999, nonche’ di ampie autonomie.

Le cattedrali vennero distrutte dalla follia egualitaria di John Knox, predicatore riformista, e dei suoi seguaci, che pensarono bene di attuarla con la distruzione di quanto esisteva prima. Una cosa che non riusciamo a spiegarci e’ come tali tesori dell’arte britannica non abbiano beneficiato di ricostruzioni. Sono trascorsi secoli, in alcuni casi persino mezzo millennio, senza che qualcuno provvedesse alla totale ristrutturazione. Di piu’, in certi casi la scarsa manutenzione e il lasciare tutto all’esposizione delle intemperie ha provocato il degrado di quanto esisteva. Resta comunque molto gradevole l’effetto scenico delle arenarie gialle o rosse sui verdi prati e, quando capita, contro il cielo azzurro.

I castelli di solito sono ancora di proprieta’ dei nobili locali, pertanto alcuni di essi hanno aree vietate al pubblico, in quanto ospitano le abitazioni. In realta’ c’e’ da pensare che i nobili li utilizzino soprattutto in occasione di feste o cerimonie e preferiscano una vita piu’ vicina alle comodita’ offerte dalla citta’. I nobili scozzesi traggono normalmente origine dai capiclan che in passato si suddividevano il Paese, in perenne conflitto fra di loro, almeno nei periodi in cui non si combattevano guerre contro gli inglesi. Detto in poche parole la storia scozzese e’ ricca di divisioni e guerre, che si sono in qualche modo attenuate solo dopo l’unificazione avvenuta all’inizio del Settecento.

Strade, B&B e vita quotidiana in Scozia

Le strade sono sempre e comunque strette, ma soprattutto manca quasi sempre la banchina laterale. Questo richiede un’attenzione costante per non invadere la corsia opposta o evitare di uscire di strada finendo sul cordolo di terra o nelle frequenti buche che si formano lungo i bordi. I limiti sono di 60 miglia orarie, che possono scendere a 30 o 40 a seconda del tipo di zona urbana.

Molte case, soprattutto quelle piu’ vecchie, hanno due camini agli estremi opposti, anche relativamente larghi.

La colazione nei B&B avviene nel classico stile britannico: egg & bacon, ai quali si aggiungono di volta in volta i fagioli con ketchup, pomodori o funghi. Il tutto per iniziare con le giuste energie. Ovviamente, per chi gradisce, non mancano i cereals, marmellate con abbondanza di burro e bevande varie. Manca solo una pinta di birra.

La vegetazione e’ ricca di felci in una sorta di disordinata boscaglia fitta quanto bassa. Questo si mischia sovente all’immancabile erica. Ogni tanto si vedono dei prati completamente viola.

Vediamo molte pecore con il caratteristico muso nero. Tali pecore sono state fatte arrivare nel Settecento perche’ piu’ resistenti e dovevano servire per colonizzare i nuovi terreni che, a seguito delle clearances, avevano costretto molti abitanti a trovare dei luoghi impervi e difficili da pascolare. Si chiamano blackface sheep.

Moltissime famiglie posseggono dei cani, normalmente sono due. Possibilmente della stessa razza ma anche diversi in certi casi. Quello che e’ sicuro e’ che i cani non debbano restare soli.

Se da un lato si vede grande rispetto per i bambini e una notevole organizzazione, anche turistica, per i portatori di handicap, con limiti stradali rigorosi in prossimita’ delle scuole ed altri provvedimenti tesi a proteggerli, dall’altro si vede una scarsa cultura del pedone in genere: le strisce pedonali sono quasi del tutto assenti, anche nelle grandi citta’, e lungo le strade non esistono banchine sulle quali si possa camminare a piedi. Oltre la sede stradale di solito c’e’ una stretta striscia d’erba e immediatamente a lato si trovano le recinzioni o i muri. Le auto sono spesso parcheggiate letteralmente in strada con conseguente intralcio al traffico, ma questo e’ regolare.

Alla radio ascoltiamo Radio BBC Gaelic, che trasmette solitamente musica celtica e parla in un incomprensibile idioma gaelico. Non che dai veloci speaker in inglese si capisca molto di piu’, ma in questo caso riusciamo veramente ad apprezzare solo la musica. Scopriamo con stupore come in gaelico il termine Scozia si traduca Alba.
Nel nord-ovest tanto i fiordi che i laghi si chiamano loch. Mentre a est e a sud i fiordi si chiamano firth. Nelle zone in cui si parla il gaelico le indicazioni stradali sono bilingui.

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