Giorno 8

Glasgow area

Sabato mattina a Glasgow. Le cattedrali del sud: vestigia di un grande passato.

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Glasgow e la sua cattedrale

Dopo la storica giornata di ieri, ci apprestiamo a vivere un sabato un po’ piu’ tranquillo. Riprendiamo il paese di Inveraray ed il castello con una luce brillante proveniente da est e procediamo costeggiando il Loch Lomond in direzione di Glasgow. Il centro di Glasgow sta iniziando il giorno prefestivo ed il centro comincia a riempirsi di viandanti che nel giro di un paio d’ore lo inonderanno. La citta’ non offre grandi attrattive che da sole valgano il viaggio, l’unica opera d’arte che consideriamo veramente tale e’ la splendida cattedrale, un capolavoro gotico che con snelle colonne si leva alta sopra ogni altro edificio urbano. Le vetrate sono anch’esse agili e molto strette, creando in questo modo un angolo estremamente acuto. Nella parte sottostante vi si trova una chiesa ed in tal caso le colonne sono basse e fitte, quasi a voler creare un’aura di mistero in questo luogo oscuro. E’ curioso notare come di norma le chiese scozzesi abbiano un transetto piu’ spostato verso il centro, lasciando cosi’ molto piu’ spazio al coro. Qui possiamo dire che nel coro si trova l’intera cattedrale, poiche’ trovano posto anche i banchi dei fedeli e solo in fondo, all’altezza dell’abside, c’e’ l’altare. Cio’ e’ anche agevolato dal fatto di essere un luogo di culto protestante, che ne semplifica gli ornamenti riducendo gli spazi.

Interni della maestosa cattedrale di Glasgow con le sue colonne gotiche alte.

Tra le abbazie dei Borders

Passeggiata nella city e verso il River Clyde per rientrare a recuperare l’auto quando e’ ormai mezzogiorno.
Imbocchiamo l’autostrada per Edimburgo e quindi una statale che porta a visitare le abbazie dei Borders.
Jedburgh: arriviamo alle 14, ci sono i resti della cattedrale. E’ completa ad eccezione del tetto e delle vetrate. Lo stato di conservazione e’ nel complesso buono, cosi’ come il villaggio stesso di circa 4000 abitanti.
Melrose: ci attendevamo qualcosa in piu’. La cattedrale non versa in altrettanto buone condizioni anche se esiste ancora una parziale copertura. La cittadina non e’ molto curata.
Peebles e’ una cittadina che conta circa 8000 abitanti, con un centro interessante, ma poco piu’.

Rosslyn Chapel e sera a Edimburgo

Rosslyn Chapel e’ una chiesa risalente al XV secolo, situata a Roslin, dieci chilometri a sud di Edimburgo. Questa chiesa e’ stata progettata da William Sinclair, conte di Caithness. Costruita nel 1446, in origine era stata denominata Cappella Collegiale di San Matteo. Spicca per la sua architettura con scene bibliche e sculture pagane relative alla tradizione dei Templari. Inoltre, questa chiesa e’ famosa per i miti e le leggende che si sono create nei suoi riguardi. Si dice che la chiesa sia attraversata dal Meridiano di Parigi e che esista una stanza sotterranea nella quale i religiosi non lasciano entrare nessuno. In ogni caso e’ un vero gioiello architettonico con un interno bianco riccamente decorato in ogni suo angolo e dettaglio. Da quando la chiesa e’ apparsa nel libro Il Codice da Vinci e nell’omonimo film come chiave di ricerca per il Sacro Graal, il numero di turisti che la visitano non fa altro che aumentare. Nel giro di pochi anni sono passati da 30.000 a 130.000. La guida ci spiega allegorie, metafore e contraddizioni che sono rappresentate nelle decorazioni. Attualmente e’ in corso un’ingente serie di lavori di conservazione previsti durare quattro anni. Un dettaglio molto interessante e’ nell’ornamento di un arco di fine Trecento, che rappresenta frutti tipici del continente americano. Questo lascia presupporre, come gia’ riportato altrove, che i templari fossero arrivati in America almeno un secolo prima di Colombo ed in tale occasione avrebbero portato indietro anche dei frutti. Se cosi’ fosse, la scoperta del nuovo continente sarebbe da anticipare di almeno un secolo.
Usciamo quando sono ormai le 18 per raggiungere la vicina Edimburgo, pernottiamo nell’ennesimo B&B in un bel quartiere periferico che scende verso il centro urbano. Si cena al Deacon Restaurant, situato lungo il Royal Mile, la via centrale della capitale scozzese. Riesco ad assaggiare l’haggis, il piatto nazionale a base di interiora di pecora. E’ buono, e non trovano giustificazione le premunizioni delle guide quando ne accennano condite di preamboli e forti cautele. Bruna gusta invece haddock e salmone in polpette. Passeggiata nel centro con temperature fresche, nonostante le quali i giovani impazzano nel sabato sera e le ragazze sfoggiano mises piu’ adatte alle riviere delle nostre latitudini. La cui vista talvolta e’ piacevole, altre volte e’ solo un riversarsi di grassi addomi sui pantaloni. Gli uomini hanno imparato a difendersi dal freddo praticando l’arte di ingurgitare alcool.

IT

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