Giorno 10
Abhaneri e Fatehpur Sikri
Abhaneri: il più bel pozzo a gradoni – Fatehpur Sikri: il complesso reale dei Moghul
Tradizioni e spiritualità
Alle 5:50 si sente il canto del muezzin che richiama i fedeli alla prima preghiera nella giornata del venerdì. Ne approfittiamo per girarci dall’altra parte ma poco dopo suona la sveglia e si parte verso Abhaneri, dove si trova il più bel pozzo a gradoni che avremo visto. Si contano 11 livelli collegati da scale con simmetrie a dir poco perfette. Veniva utilizzato tanto per le abluzioni che quale fonte per attingere acqua. Il sole gioca con le ombre fino a far sembrare l’opera più un disegno geometrico che una bella realtà. Intorno volano pappagalli verde brillante.
Proseguiamo in direzione est, lungo la strada si trovano mucchi di sterco di vacca messo a essiccare ed impilato in forme che potremmo definire caratteristiche, pronte per essere utilizzate quale combustibile. Un po’ più prosaicamente, qualche decina di km più avanti, ci sono delle fornaci che a quanto pare riforniscono di mattoni tutta la regione.
Il volto urbano di Abhaneri
Siamo quindi alla maestosa Fatehpur Sikri, non distante da Agra, tanto che in passato fu capitale dell’impero Moghul, successivamente spostata ad Agra a causa della mancanza d’acqua. Si tratta di una città fortificata, molto ben tenuta e intensamente visitata, serve solo un po’ di destrezza nell’evitare ogni genere di venditori, guide e altre specie di umanità intenta a spillare soldi, sempre in modo onesto tuttavia. La visita è abbastanza intuitiva e grazie alla buona spiegazione della Lonely Planet non abbiamo nemmeno bisogno d’ingaggiare una guida o affittare una costosa audioguida. Si parte dall’area residenziale con i suoi laghettie giardiniper passare a quella religiosa dove si trova la Jama Majid. La moschea è visitata da uno stuolo di fedeli molto raccolto, qualcuno siede leggendo il Corano mentre altri stranamente contano soldi proprio nel luogo sacro. Altro monumento rimarchevole all’interno della moschea (o meglio, subito all’esterno) è l’altissima Porta della Vittoria, imponente da far venire il torcicollo per osservarla. Dal momento che il Moghul poteva contare su un numero pressoché illimitato di concubine queste venivano alloggiate in semplici stanze separate le une dalle altre da corde legate a un’asola.
Complice la giornata ancora una volta senza nuvole e le perfette ristrutturazioni si ricava un’impressione molto positiva di tutto il complesso e omnicomprensiva della grandezza della dinastia Moghul, fondata da Babur e degnamente proseguita da Akbar, che non a caso significa Il Grande.
Continuiamo verso est in direzione di Agra fra campi di cereali, la città si trova circa 200 km a sud di Delhi ed è un grande snodo viario, nonché centro industriale di tutto rispetto. Ma non è questa la ragione per la quale ci andremo: il motivo principale è vedere il clou fra i monumenti dell’India, il Taj Mahal.
La metropolitana di Abhaneri
Una volta giunti in città ne scopriamo gli stridenti contrasti: a fronte di periferie dove la miseria risulta palpabile il centro offre spunto di modernismo, come la metro sopraelevata (con le stazioni al piano) sotto la quale scorre la strada in ampi viali; anche la zona degli hotel è all’altezza, basta non abbassare lo sguardo per vedere mucche e cani in giro.
IT
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