Giorno 1

Guatemala City

Una capitale caotica ma accogliente

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Guatemala City

Arrivo a Guatemala City

Sulle rotte di Colombo, navighiamo a oltre 10.000 metri per 12 ore e raggiungiamo anche noi l’America Centrale. Voli in orario come riportato sui biglietti, perfino in anticipo: siamo a Guatemala City con mezz’ora di vantaggio sul previsto. L’operativo non era dei migliori e ci ha costretti a una notte in hotel a Madrid, cosa che ha consentito di visitare nelle prime ore del mattino il Jardin de las Tres Culturas, non distante dallo scalo madrileno. In un contesto di estremo ordine e pulizia, sulle colline di Barajas in mezzo a prati e filari di ulivi, si dipanano sculture e monumenti legati alle culture che hanno impregnato la penisola iberica: quella cattolica, islamica ed ebraica. In effetti, nessuna regione europea ha visto un tale mix di religioni — sovente armate — incontrarsi e scontrarsi sul territorio. Ai mille anni di dominazione mora fanno da contraltare la reconquista e quello che oggi si chiamerebbe soft power ebraico dei sefarditi. Ma la nostra destinazione finale questa volta è dall’altra parte dell’Atlantico, dove si sono comunque scontrate due culture: quella maya vanamente opposta alla cattolica. Dodici ore di volo e sette ore di fuso orario, oltre al passaggio dall’inverno all’estate, rappresentano in sé un cambiamento notevole. Ma c’è un mondo nuovo da scoprire per noi nel Nuovo Mondo, quindi serve essere attivi e reattivi.

Sbarchiamo a La Aurora, ordinato e semplice scalo di Guatemala City, con pochi negozi dedicati esclusivamente alla ristorazione e ai prodotti tipici e souvenir.

Cambiamo alcuni USD in GTQ a condizioni da taglieggiatori e, senza aver modo di acquistare una SIM card, prendiamo un taxi per il breve tragitto fino all’hotel, posto poco distante dall’aeroporto. Una vista dalla terrazza, proprio mentre il sole sta scendendo, ci offre una prima panoramica. In un contesto di traffico intenso, usciamo a piedi per una passeggiata di 700 metri verso il terminal dei bus di linea di Transportes del Sol, situato all’interno dell’hotel Las Americas, da dove domattina partiremo alla volta di San Salvador. Verificato questo importante dettaglio, lungo il percorso troviamo un bel centro commerciale dove acquistare la SIM card guatemalteca con Claro — 6 GB di traffico — e fare la prima cena in un ristorantino messicano (tortillas e burritos), dove per la prima volta assaggio la locale birra Gallo. Viene buio poco dopo le 18 e quando rientriamo è ormai notte: per oggi può bastare, conviene andare a dormire, che domattina si parte alle 6:00.

GTQ: il quetzal, valuta e simbolo nazionale
Il quetzal è la valuta guatemalteca, ma è anche il nome dell’uccello più celebre del paese: un pennuto dai colori sgargianti — verde e rosso — che campeggia sulla bandiera nazionale. La leggenda vuole che il quetzal non sopravviva in cattività, e per questo è diventato simbolo di libertà. Cambiare dollari in quetzales a tariffe da aeroporto, insomma, ha tutto un altro sapore quando si conosce il personaggio.
Gallo, la birra del Guatemala
La Gallo è la birra nazionale guatemalteca, prodotta dalla Cervecería Centro Americana dal 1896. Lager chiara e leggera, è praticamente onnipresente nel paese: difficile trovare un ristorante, una comedora o un chiosco di strada che non la serva. Il nome deriva dal gallo che campeggia sull’etichetta — e dopo dodici ore di volo, anche una birra così semplice ha il suo perché.
Pernottamento
Hotel Suites Terraza Imperial – Guatemala City

IT

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