Giorno 5

Lituania: Vilnius e Kaunas

La cattolica Vilnius rimessa a nuovo dopo il periodo sovietico

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Lituania: Vilnius e Kaunas

Torre di Gediminas

Prima di lasciare Riga decidiamo di andare a vedere il Mercato Centrale che si trova oltre alla ferrovia e poco distante dal fiume, facilmente raggiungibile a piedi. È ospitato all’interno di navate ricavate da ex hangar di dirigibili e l’interno risulta essere perfettamente organizzato, pulito ed accogliente. Caratteristiche solitamente poco frequenti nei mercati urbani. Spicca quanto ad interesse, vista e profumo la zona dedicata ai pesci, soprattutto quelli doratamente affumicati, così come destano interesse i banchi dei formaggi, carne e fiori. Fra le verdure spicca il bel colore arancione di peperoni e pomodori, del tutto sconosciuti a noi. Gli avventori sono ancora pochi, quindi possiamo aggirarci tranquillamente sia all’interno che all’esterno degli hangar, dove non mancano veri negozietti anche di artigianato e souvenirs. Ci domandiamo se durante la stagione invernale i banchi di frutta e verdura, ora ospitati fuori, vengano traslati in locali più caldi e soprattutto più asciutti! Facciamo incetta di profumati quanto squisiti mirtilli e lamponi per il nostro pranzo e rientriamo in hotel per il check out, ritiriamo l’auto ed usciamo dalla città sulla A7 in direzione di Vilnius. Attraversiamo nuovamente Bauska e, in un paesaggio di morbide ondulazioni anche qui coltivate soprattutto a cereali, raggiungiamo la capitale lituana quando è da poco passato mezzogiorno. Scopriamo subito come i parcheggi pubblici siano praticamente assenti e quelli in strada costino 0,50€ per 12 minuti. Il sole caldo irraggia Vilnius ed affievolisce le forze di abitanti e turisti che si aggirano per le vie del centro, ma prima d’iniziare la nostra fatica pranziamo in un parco ombreggiato con le delizie approvvigionate al mercato di Riga (affettati, dolciumi e frutta). Il centro storico risulta essere compatto e visitabile abbastanza agevolmente. Iniziamo dalla maestosa Cattedrale, il cui interno si rivela più modesto degli esterni, e gli edifici che si trovano nella stessa enorme piazza (Museo Nazionale della Lituania ed il Palazzo Granduchi Lituania), nonché la Torre di Gediminas dal basso, visto che non è dato modo di salire sulla collina. Certo che una vista dell’insieme sarebbe interessante, così sfidiamo il caldo, superiamo il tranquillo fiumiciattolo Vilnia che scorre sotto la passerella in un incantevole parco, per salire con ripida scalinata in legno al monumento delle Tre Croci. Queste dominano la città da secoli, ma l’ideologia materialista sovietica non aveva occhi per l’arte, la cultura e meno che mai per la religione; vedeva soltanto il suo concetto di uomo nuovo profondamente credente nella dottrina comunista. Fu così che le croci vennero abbattute dai bulldozer ed attualmente si trovano semidistrutte quale monito dell’ottusità ai piedi di quelle erette in tempi recenti. La vista che si apre spazia su tutta la città ed il verde circostante, offrendo una buona ricompensa alla breve quanto estenuante fatica dell’ascesa. Ridiscesi, percorriamo su sentiero il lato sinistro del Vilnia per raggiungere Uzupis, un quartiere atipico, separato dal centro storico unicamente dal corso d’acqua. Qui si trova una serie di monumenti dedicati al Tibet e proprio qui è stato negli ultimi anni il Dalai Lama per attirare l’attenzione verso il suo sfortunato Paese. Ritorniamo sulla sponda più storica di Vilnius al fine di percorrere le vie centrali con la vista esterna dei suoi monumenti, soprattutto chiese di ogni ordine Cristiano (Sant’Anna, Cattedrale di Theotokos, l’ortodossa S.Parasceve, S. Casimiro e S. Teresa), qualche museo, la piazza del Municipio, la via Ausros Vartu gatvé e la Porta dell’Aurora. Rientrando a recuperare la vettura ci imbattiamo ancora nell’Università e nel Palazzo Presidenziale. Non ci attardiamo perché è nostra intenzione visitare il Museo del Genocidio, un compendio di atrocità vissute dalla Lituania prima sotto il nazismo quindi sotto il comunismo. Purtroppo scopriamo essere chiuso, nonostante in mattinata avessimo visto la porta aperta. A questo punto usciamo dalla città notando la dirompente skyline che si staglia oltre il fiume Neris poco dopo aver ricevuto le acque del Vilnia: alti palazzi dove a regnare sono vetro e metallo, talvolta con variazioni architettoniche quasi degne degli Emirati. Oggi anche le temperature sono in sintonia!

Facciata della Chiesa di San Casimiro a Vilnius con edifici circostanti.

Castello dell’Isola

 Con una ventina di km in direzione sud raggiungiamo Trakai, sede dell’incantevole Castello dell’Isola. Dalle aree dedicate al parcheggio non richiede molta fantasia intuire che si tratti della più classica destinazione per le scampagnate degli abitanti di Vilnius e non solo. Fortuna per noi che è lunedì e possiamo goderci lo spettacolo nella sua cromatica tranquillità, rappresentato dal castello rosso di recente restauro, il blu del lago ed il verde della foresta che lo contorna.

Volo per Lituania

Quando sono passate da poco le 17 non resterebbe che coprire i 100 km rimanenti alla volta di Kaunas, ma conviene fare subito il check in per il volo di domani, operazione che espletiamo in modo rapido. La compilazione del modulo covid in aggiunta al Green Pass per rientrare in Italia è molto più farraginosa e richiede tempo accompagnato da pazienza; alla fine possiamo iniziare l’attraversamento delle verdi quanto morbide colline che in un’ora abbondante ci portano nella seconda città della Lituania ed ex capitale. Qui prendiamo dimora in una stanza situata in un vecchio palazzo sulla via principale riservata al traffico pedonale, il tutto molto ben ristrutturato. L’ingresso, le scale ed il cortile sembra non abbiano invece ancora visto la perestroika. Il che non rappresenta un problema di fronte alla comodità per raggiungere il miglior ristorante di cucina locale e frequentato da gente del posto, dove la stessa cameriera per quanto giovane parla un inglese stentato. La cucina è deliziosa e rappresenta il modo migliore per congedarci dalla gastronomia baltica, stesso discorso vale per la birra. Fa ancora caldo nonostante siano quasi le 22 ma facciamo una lunga camminata lungo la Laisves Aleja che a seguire diventa Vilniaus Gatvé per chiudersi nella bella piazza sulla quale spicca il Municipio. La seconda parte della via è in corso di risistemazione ed i grossi blocchi di porfido stanno per essere sostituiti da un manto più “occidentale”, ma c’è modo per i pedoni di transitarvi. Un po’ tutta la via è gremita di avventori seduti ai tavolini dei ristoranti, ragazzi a piedi o in monopattino che scorrazzano nella bella serata estiva e qualche turista che, come noi, si gode la piacevole passeggiata lungo la zona pedonale, il cui centro è riempito con alberi verdi che producono un’ombra davvero piacevole, sedie e tavolini per fare due chiacchiere. Sono ormai le 23 e stiamo rientrando stanchi per le lunghe camminate miste al caldo subito patito in tante ore, pertanto cerchiamo la via più diretta rappresentata dalla strada pedonale; nel punto dove stanno iniziando i lavori una decisa signorina col giubbotto fosforescente sta cercando di chiudere gli ingressi legando fra loro le barriere metalliche, con lo sconcerto dei passanti. Ne nasce un battibecco multilingue, alla fine interviene un suo collega e riusciamo a prevalere. Una notte tranquilla con il condizionatore che porta un vitale refrigerio ci conducono alla partenza da Kaunas.

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