Giorno 1
Lituania – Siauliai
La Collina delle Croci, una riflessione su passato remoto, passato prossimo e presente del Paese
Arrivo a Lituania Siauliai
Il covid e le sue nefaste conseguenze perseguitano chi ama viaggiare anche in quest’estate 2021. Persiste il divieto di andare fuori dall’UE per ragioni di turismo, è quindi obbligo inventarsi delle mete all’interno del continente ed in particolare dell’Unione. Per uscire bisogna avere il Green Pass (per la Lituania serve il secondo vaccino da almeno 14 giorni), riempire moduli online per Lituania, Lettonia e rientro in Italia, ottenendone in cambio un QR code che consente di dimostrare l’avvenuta registrazione ed a risalire ai dati in essa contenuti. Il tutto andrà poi allegato come documentazione sulla carta d’imbarco, con l’ansia di non aver ottemperato esattamente a quanto richiesto o non aver letto bene un dettaglio. La fortuna e l’attenzione nel leggere e compilare faranno sì che tutto vada per il verso giusto. In quanto a mascherine, Lituania e Lettonia seguono esattamente le stesse regole italiane (indossata all’interno liberi fuori), mentre in Estonia per la prima volta da tanto tempo assaporiamo il piacere di entrare in un negozio o ristorante senza protezioni. Qui vigono delle regole emanate il venerdì ed applicate nella settimana successiva. Anche il volo con Ryanair è regolare ed arriva a Kaunas con una ventina di minuti d’anticipo. L’aeroporto è piccolo (in questo momento ci sono ca. 6 voli al giorno) ed al momento dello sbarco non ci sono controlli di alcun genere. Ci rechiamo in un fabbricato vicino al terminal per ritirare l’auto, ma non c’è nessuno; chiamiamo il numero indicato sulla porta dell’agenzia e dopo una decina di minuti compare un funzionario, ligio e forte del fatto che eravamo previsti non arrivare in anticipo. La pratica richiede una certa attenzione visto che i cavilli sono sempre in agguato: otteniamo l’upgrade e passiamo da una VW Polo ad un Tiguan (prestando attenzione che anche la franchigia non subisca un upgrade e passi da 400€ a 600€ per via della vettura più grossa). Un altro significativo balzello è dato dall’extra richiesto se si viaggia fuori dalla Lituania, cosa pressoché sicura visto il territorio limitato, e sono ulteriori 52€ (26 per la LV e 26 per l’EE) per avere assistenza in loco.
Fa caldo, ci sono 32° e l’umidità è elevata anche a causa della presenza di laghi nei dintorni. Partiamo alla volta di Siauliai, dapprima su autostrada in direzione Klapeida quindi su comode statali, ci arriviamo quando sono ormai le 18,30. Andiamo subito alla Collina delle Croci 10 km a nord del centro, che rappresenta l’unica ragione per recarsi in zona. Il cielo è coperto ma non minaccia pioggia, nel sito si trovano poche persone e questo dona all’ambiente un ulteriore significato mistico. Dal Medioevo la gente si reca in questo posto per portare una croce, qualunque sia la ragione e le dimensioni. La furia criminale sovietica ha infierito diverse volte spianando la collina e distruggendo le croci, ma la persistenza umana (forse ancor più della volontà divina) hanno fatto sì che poco dopo tutto tornasse come prima. La forza della volontà può prevalere sulle lamiere blindate dei carri armati, le motivazioni spirituali aggiungono un suggello ma la prima resta determinante. Qualche anno fa si parlava di 100.000 croci, ora saranno molte di più, impossibile contarle o anche solo stimarle. Il quadro non è esteticamente bello: le erbacce s’infilano fra le croci, le quali sono solitamente in legno e presentano un colore reso grigiastro a causa delle intemperie. La misticità del luogo è data dalla sua storia, dai suoi perché, da chi è passato da lì per chiedere o per ringraziare, o semplicemente per rendere una testimonianza nei confronti di coloro i quali quelle croci hanno veramente avuto un significato di sofferenza. Si respira un’atmosfera grave ma allo stesso tempo serena, quasi che la compresenza di tutte quelle testimonianze di speranza e fede possa rinfrancare chiunque si accinta ad una passeggiata intorno alla colline e nei vialetti che delimitano le varie parti del sito.
Politica e società
Qui conviene subito toccare un tema che rappresenta una costante del nostro viaggio, un filo conduttore per chi visita i Paesi Baltici. Quest’anno ricorre il trentesimo anniversario della “nuova” indipendenza, giacché un effimero ventennio già si ebbe fra le due guerre mondiali. Ma a differenza degli altri Paesi satelliti come Polonia, Ungheria, ecc. questo territorio era parte integrante dell’Unione Sovietica. Ed il discorso si fa molto più serio: la russificazione è stata decisamente più pregnante, con immigrazioni ed emigrazioni forzate, linguaggio imposto, presenza diretta del KGB nei palazzi del centro ed altre amenità di cui il passato regime era specializzato. Ancora oggi il timore di essere fagocitati dall’imponente vicino rappresenta una fonte non indifferente di ansia, da qui l’affrettato ingresso nella NATO, nell’UE e l’abbraccio immediato all’Euro, nel tentativo di raggiungere dei punti di non ritorno che impediscano di finire ancora una volta sotto il forzato abbraccio straniero, segnatamente quello Mosca in questo frangente storico. Non va dimenticato che i russi (zaristi o sovietici che fossero) hanno dominato gli ultimi due secoli, mentre in precedenza si sono viste lunghe occupazioni polacche, svedesi e prussiane. 30 anni hanno portato uno sviluppo incredibile, nell’ordine a Estonia, Lituania e Lettonia, ma non hanno cancellato il passato che resiste sotto forma di architetture edilizie popolari costituite da blocchi fatiscenti in cui la gente vive come se fosse in gabbia. L’Estonia ha lingua e cultura affini alla Finlandia ed è stata in qualche modo adottata da Helsinki, che dista solo 80 km di mare. Grazie agli investimenti scandinavi ed Europei in generale si è saputa risollevare in modo strabiliante. La Lituania è storicamente più legata alla Polonia, la quale ha allungato la sua sfera d’interessi supportando il giovane vicino. La Lettonia infine è stretta nel panino Baltico ed ha avuto minori possibilità di agganciarsi ad una Nazione trainante, ma lo sviluppo è palese un po’ ovunque. Ad ogni buon conto abbiamo la conferma di come le Repubbliche Baltiche fossero le più evolute dal punto di vista economico e pertanto fossero portate come esempio nel resto dell’URSS. Ciò ha comportato qualche piccolo privilegio in termini artistici, culturali, forse anche pratico/economico, di certo non dal punto di vista ideologico o politico. Essendo culture diverse dal punto di vista etnico e con uno spirito fin da subito indipendentista erano sorvegliate speciali strette dal KGB e dagli organi preposti al controllo.
La giornata volge al termine ed anche noi riteniamo sia ora di puntare il navigatore verso l’hotel, che si trova in riva ad un lago. Andiamo a cena in centro, dove inizia a piovere, all’Arkus per gustare le prime specialità gastronomiche lituane in un contesto reso storico. Un giro sulla moderna piazza centrale ai cui bordi si trovano la Chiesa ed i quartieri più commerciali; è ora di rientrare per una passeggiata lungo il lago, sono le 22,00 (siamo un’ora avanti rispetto all’Italia) e ci sono ancora alcuni genitori giocano con i figli immersi nelle acque. Magie delle lunghe giornate nordiche miste alle stranezze di un caldo anomalo. Ci ritiriamo per una notte ristoratrice in una stanza mansardata con finestra sul lago, arredata in stile nordico, con ricchezza di legno e lampade a rendere l’atmosfera magica.
IT
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