Giorno 3
Tallinn e l’Estonia agreste
Ancora la magia di Tallinn e belle cittadine estoni
Il volto urbano di Tallinn
Tallinn ha un centro storico di cui ci si può soltanto innamorare: raccolto fra mura medievali, offre la sensazione di fare esperienza in un’altra epoca, quasi come entrare in una macchina del tempo. Ma prima di ritornarci e vederlo da un’altra angolazione e orario prendiamo la macchina in questo tranquillo sabato mattino quando sono solo le 7,30, dopo una colazione in camera con dolci acquistati ieri sera in centro, buona parte degli abitanti della città si trova al mare per il weekend, percorriamo quindi le vie della parte moderna per parcheggiare in prossimità del Kadriorg, un parco con immancabili fontane e tanti fiori. Quasi come pietre preziose vi si trovano innestati nel verde il Museo d’Arte (con un giardino da favola), il Palazzo Presidenziale, la casetta dello Zar Pietro I e diversi cottage – forse chiamati dacie a questa latitudine – che variano la cromaticità di prati ed alberi. Sempre in auto ci spostiamo verso il mare dove c’è il quartiere di Kalamaja, con il Lennusadam, il porto per gli idrovolanti in ristrutturazione ed il Patarei, una ex prigione in disuso che deve ancora trovare una collocazione nella vetrina urbanistica della città. I suoi muri emanano anche sotto il sole mattutino un tetro concetto di sofferenza, persecuzione, torture e morte. Di questa struttura si sono serviti nell’ordine il regime zarista, quello nazista e quello sovietico: un concentrato di criminalità eletta a potere politico. È ora di fare rientro al nostro parcheggio sotto il residence e percorrere a piedi i due isolati che ci separano dal cuore pulsante di Tallinn. Ripercorriamo parte del giro di ieri in senso contrario e con uno splendido sole aggiungendo alcuni highlight. Ci si para subito dinanzi l’Hotel Viru con annesso museo del KGB, l’unico in città durante l’epoca sovietica al cui ultimo piano si trovava un centro di controllo del KGB volto a monitorare i transiti. Entriamo nell’Old Town dalla Porta Viru ma il culmine lo sperimentiamo nella piazza del Municipio dov’è stato allestito un mercato artigianale in cui si vendono prodotti tipici, i commercianti indossano vestiti d’epoca e le casse diffondono splendide musiche medievali. La piazza è circondata da edifici storici dai caratteristici colori pastello che la ingentiliscono e le donano una eleganza sobria ma assoluta. Ci si aspetterebbe, da un momento all’altro, di veder uscire da uno dei magnifici portoni un mercante tedesco o finlandese! Pare anche a noi di essere mercanti appena sbarcati, pronti per scambiare le nostre merci con quelle provenienti da terre lontane e disabitate, in questo lembo di terra che fungeva da frontiera verso le ampie distese della pianura sarmatica che si aprono ad est ed il nord scandinavo.
Tradizioni e spiritualità
La cornice del Municipio e delle case a colori vivaci rende il massimo nella giornata di sole, perfino eccessivo tanto che i venditori ammantati dai costumi tipici se ne stanno ben riparati sotto gli ombrelloni vicino ai banchi coi prodotti esposti. Vediamo la Chiesa dello Spirito Santo, Cattedrale Cattolica dei SS Pietro e Paolo (bella da fuori ma assai sguarnita all’interno), il Chiostro S. Caterina e la Chiesa Ortodossa di S. Nicolaj, dove assistiamo per qualche minuto alla celebrazione mentre una musica religiosa aiuta i fedeli nella contemplazione, notiamo come l’officiante rivolga le spalle al pubblico come da noi prima del Concistoro ed il segno della croce avvenga toccando con la mano prima la spalla destra ed a seguire la sinistra. Rientriamo nella zona dei bastioni per risalire sulla Collina di Linda per vedere gli interni della splendida Cattedrale Nevskij, dal momento che ieri sera era chiusa. Anche qui è in corso una funzione religiosa, le donne possono entrare solo con un velo in testa e non si possono scattare foto, un vero peccato perché nelle chiese ortodosse l’iconografia fa da scintillante padrona. Tallinn deve sicuramente la sua bellezza al fascino medievale ed ai recenti restauri, ma non manca di vedere una forte impronta architettonica russa, sia di stile sovietico che imperiale con le chiese ortodossi a richiamare lo stile bizantino, piuttosto che le case in legno sparse un po’ ovunque. Ci sono diversi turisti anche se la presenza di stranieri non è molto fitta, mentre la giornata estiva l’ha praticamente svuotata degli abitanti locali che sono andati in cerca di emozioni o relax marine. Tallinn risulta essere la città con una maggiore propensione all’accoglienza turistica, tanto dal punto di vista dell’organizzazione informativa che dall’atteggiamento di chi s’incontra. Anche se a malincuore è ora di lasciare la capitale estone quando sono ormai le 11 per dirigerci a sud est sulla A2 in direzione di Tartu.
La strada è a due carreggiate per il primo tratto e si può anche viaggiare ai 120 km/h, salvo poi diventare un cantiere ed infine una normalissima statale che attraversa aree pianeggianti coltivate a cereali. Non sappiamo se sia dovuto ad un retaggio delle pianificazioni risalenti all’epoca URSS piuttosto che ad una naturale inclinazione del territorio, ma nelle tre Repubbliche ci siamo imbattuti in vaste coltivazioni estensive di cereali, fattorie contornate da grossi silos per lo stoccaggio e le concessionarie per la vendita e la riparazione di macchinari agricoli hanno dimensioni e densità pari a quelle delle vetture, semplicemente più decentrate rispetto ai centri urbani. Una peculiarità delle strade estoni è data dai corridoi lasciati liberi per l’attraversamento di alci o altri animali; in sostanza, una recinzione normalmente impedisce l’attraversamento ma vi sono tratti lunghi qualche centinaio di metri in cui questa viene interrotta proprio per consentire il libero passaggio. Qui il limite viene ridotto ai 70 km/h proprio al fine di impedire spiacevoli scontri e dare precedenza ai quadrupedi. Non sono comunque infrequenti i sovrapassaggi dedicati allo stesso scopo, segno di una sensibilità ambientale rimarchevole. Un comportamento ligio che va anche trasferito ad altri campi, dalla pulizia nelle città al rispetto dei semafori, anche da parte dei pedoni.
Tartu è la città universitaria estone per eccellenza, in questo periodo con una popolazione giovanile limitata a causa delle vacanze estive, con l’imponente fiume Emajögi a lambirne il centro urbano. Da una delle sue sponde si apre la piazza del Municipio, anch’essa contornata da alti caseggiati dalle belle varietà cromatiche. Non avendo trovato un’are pic nic lungo la strada troviamo una comoda panchina nei giardini della Clinica Universitaria, dove gustiamo alcune prelibatezze (manzo affumicato e salmone) acquistate in mattinata a Tallinn. Fa caldo e camminare sotto il sole è un’esperienza sfibrante, troviamo un minimo di refrigerio visitando il ben tenuto giardino botanico dell’Università, nonché l’esterno del Museo d’Arte dell’Università (ex Cattedrale) situato in una parte dell’antica quanto imponente chiesa a tre navate, dell’altro lato rimane lo scheletro in mattoni che si erge per diversi metri nel tipico stile gotico; oltre le mura laterali il tetto è costituito dal cielo cobalto. Concludiamo la passeggiata rientrando dalla piazza del Municipio, dove giovani avventori se ne stanno sotto gli ombrelloni a sorseggiare una bevanda, mentre i camerieri vanno e vengono grondanti di sudore.
Un episodio curioso accade quando entriamo in un pub troppo indaffarato per prepararci solo un caffè: mentre usciamo vediamo una serie di quadri appesi alla parete riportanti volti di uomini famosi ed altrettanto famose frasi a loro attribuite. Uno di questi raffigura il volto a noi noto di Berlusconi e la frase riporta testuale: when I asked if they would like to have sex with me, 30% of women said “yes”, while the other 70% replied “What, again?”. Questa è in qualche modo l’immagine dell’Italia rappresentata da chi ne è stato il suo Presidente del Consiglio per un decennio.
Riprendiamo il nostro cammino con l’auto attraversando un paesaggio questa volta più vario, dove le ondulazioni del terreno diventano più marcate ed i boschi sovente prendono il posto delle coltivazioni, con strade sinuose a rendere la vista sempre nuova e diversa. La destinazione finale è Röuge, un gruppo di case sparpagliate in un’area di laghi altrettanto sparpagliati nel verde. Il tutto fornisce il piacevole esempio d’integrazione fra natura, acqua e uomo. Avendo prenotato in una farm non stupisce che l’ultimo km sia di strada sterrata ed il parcheggio si trovi in mezzo a due trattori e di fronte ad un gruppetto di galline che passeggiano tranquillamente. La signora ci spiega che la loro casa principale in estate viene affittata a turisti che desiderano pernottare nel verde, mentre lei e suo marito vivono nel piccolo cottage a poche decine di metri. Abbiamo una bella stanza al pian terreno che dà sull’ingresso, dal quale a sua volta si accede su un lato alla zona ufficio e soggiorno, dall’altro alla cucina, in una sorta di cerchio senza pareti e soluzione di continuità, al centro del quale si trova la scala che sale al piano di sopra e al bagno. È una disposizione interessante, probabilmente dettata da necessità di riscaldamento ed illuminazione. Entrare e vivere anche solo un giorno in una casa estone permette di capire le esigenze e le difficoltà che inevitabilmente s’incontrano in un Paese particolarmente freddo e settentrionale. Il soffitto basso e due stufe/camino la dicono lunga di come debba essere l’inverno a queste latitudini. La cucina, spaziosa e moderna, è dotata di elettrodomestici di ultima generazione ed è disposta in modo da sfruttare al meglio la luce che proviene dalle finestre: la casa risulta molto accogliente e comoda. Usciamo per conoscere meglio Röuge e per vedere se c’è posto nell’unico ristorante del paese. Incassata la risposta negativa non resta che percorrere i 20 km che ci separano da Vöru dove troviamo un ristorantino in stile country, nel quale gusteremo una semplice quanto ottima cucina. Solo dopo aver iniziato a bere il mio mezzo litro di birra mi rendo conto che devo guidare al ritorno e che le in materia di alcool le leggi estoni non scherzano. Tramite internet inizio a fare dei calcoli fino a capire che dovrei essere ancora sotto il limite (0,2 per mille), per il solo fatto che sono riuscito a risolvere la formula rapidamente. Non incontriamo nessuno ed andiamo oltre la farm per scattare ancora qualche foto alla chiesa ed al magico tramonto sui laghi. Il sole scende pigramente verso la linea dell’orizzonte costituita da un fitto bosco, gettando i suoi raggi dorati sulle lucide acque del lago. La descrizione sembra voler assumere un tono poetico, ma quanto si prospetta davanti a noi è poesia vera. Un ultimo tè sulla terrazza al primo piano della farm ci congeda da questa giornata lunga e resa faticosa dal caldo, ma di estremo interesse e soddisfazione.
IT
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