Giorno 1
Porto
Porto: nel giorno del 40° anniversario della rivoluzione, il ritratto di una città vivace e viva.
Primo giorno a Porto
Porto: il viaggio lungo la parte piu’ occidentale del nostro continente inizia proprio dalla citta’ che i piu’ identificano con l’omonimo vino. In realta’ non mancano gli aspetti storici e monumentali di grande considerazione ed andremo a vedere anche quelli. Sbarchiamo proprio nel giorno in cui si celebra il 40o anniversario della Rivoluzione dei Garofani. Il 25 aprile del 1974 vedeva infatti la fine del lungo periodo dittatoriale condotto da Salazar e l’apertura verso una repubblica parlamentare che nel giro di un decennio consentira’ al Paese di entrare nell’Unione Europea. Quando ci avviamo per le vie centrali il corteo e’ appena terminato, vediamo scorrere persone ormai attempate con un garofano all’occhiello mentre nell’ampia Avenida dos Aliados un gruppo simile agli Inti Illimani si esibisce in un concerto al quale assistono alcune centinaia di residui manifestanti. Le canzoni sono un inno alla giustizia, pescando dal passato per proiettare i concetti nel futuro. A margine della piazza resistono sparuti banchetti con esposti i simboli di falce e martello, slogan anti-euro, anti-sistema e anti-tutto, nell’indifferenza dei passanti. I giovani ascoltano i ritmi gradevoli del concerto, quelli piu’ attempati prestano orecchio alla musica ma formano capannelli di persone: forse rivivono insieme i tempi in cui la speranza non era vanificata dalla disoccupazione e dal tramonto degli ideali. La giornata grigia, che ogni tanto lascia cadere un po’ di pioggia, completa il quadro.
Dalla splendida sistemazione dell’Hotel Castelo de Santa Catarina scendiamo a piedi verso il Mercado do Bolhao, oggi chiuso, dopo essere passati di fronte alla Igreja das Almas. Qui veniamo subito a contatto con quella che si puo’ considerare la peculiarita’ artistica del Paese: gli azulejos, piastrelle in ceramica decorate e dipinte come quadri, usate per ricoprire anche intere pareti, sia interne che esterne.
Entriamo nell’Avenida dos Aliados e sostiamo brevemente per vedere l’imponente municipio sul lato alto e ascoltare alcune note del concerto in corso.

Chiese, azulejos e ponte sul Douro
A seguire la Igreja do Carmo, la Igreja dos Clerigos con la torre, la Livraria Lello e Irmao, chiusa per la festivita’, al cui interno s’intravede la splendida scala in legno, e la Estacao de Sao Bento, al cui interno si ammirano splendide scene di vita popolare e storici ritratti dipinti con azulejos. La stazione sorge alla base di una collina, tant’e’ che i treni dopo pochi metri di percorrenza entrano in un tunnel.
Palacio da Bolsa, al cui interno si trova una sala biblioteca con splendido soffitto a cassettoni decorato e un mappamondo in legno.
Se’, la cattedrale posta in posizione dominante con ottima vista sulla parte bassa e sul fiume.
Ponte Dom Luis I, che attraversiamo al livello superiore destinato al transito di pedoni e tram. Quello inferiore e’ invece dedicato ai veicoli, oltre ad uno stretto passaggio pedonale. E’ in ferro e richiama quello stile francese che fa subito pensare alla Torre Eiffel.
Ci portiamo cosi’ sulla sponda opposta del fiume Douro, quella che tradizionalmente va nota per le cantine e i locali dediti al famoso vino. Un tempo i rabelos, caratteristiche imbarcazioni dal fondo piatto usate per trasportare i barili, discendevano il fiume dalle terre di produzione per stoccarlo in questa parte della citta’. Un lavoro difficile quello di portare le imbarcazioni lungo il fiume con i suoi alterni umori, ma una volta giunto a destinazione il prezioso liquido rappresentava una fonte di ricchezza. Ancora oggi si vedono vari rabelos ormeggiati lungo la riva, ormai solo piu’ a beneficio delle fotografie turistiche, cosi’ come lo sono i ristoranti, i bar e le cantine visitabili dal pubblico.
Va da se’ che mangiamo pesce e beviamo il vinho verde, un vino leggero, compatibilmente con i quantitativi consumati, da bere fresco, proveniente dalla regione piu’ settentrionale del Portogallo. Quando usciamo un’intensa pioggerella atlantica si scaglia su di noi, attraversiamo il ponte e percorriamo il quartiere basso lungo il fiume, detto Ribeira, ormai deserto a causa della fastidiosa precipitazione. Da qui prendiamo un taxi ed andiamo a cercare ristoro nel nostro hotel, con le sue stanze piccole ma con i suoi 130 anni di vita ed un arredamento che ha un tocco nobiliare.
IT
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