Giorno 6

Lisbona

Lisbona: patria dei migliori navigatori e la capitale ricca di fascino.

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Lisbona

Belem e il Tago delle scoperte

Se il mattino ha l’oro in bocca e’ il caso di goderne appieno andando in centro a prendere il tram numero 15 e recarci nel quartiere di Belem, un tempo borgo di pescatori, adesso meta turistica dove si possono ammirare il Padrao dos Descobrimentos, la Torre de Belem e il Mosteiro dos Jeronimos. Il monastero e’ un’opera d’arte che ci accontentiamo di ammirare dall’esterno, mentre gli altri due monumenti ci dimostrano come l’Europa abbia incominciato ad aprirsi al mondo proprio da questa citta’. L’apertura delle rotte verso l’Asia e l’America hanno eclissato quelle terrestri conferendo potere e ricchezza alle nazioni che si affacciavano sull’Atlantico. Il Padrao dos Descobrimentos vuole proprio rendere omaggio a Vasco da Gama, Magellano e ad altri navigatori che hanno dato lustro alla nazione. Un po’ piu’ lontano il ponte 25 de Abril collega le due rive del Tago, ormai prossimo a gettarsi nell’oceano.

Padrao dos Descobrimentos
Questo monumento non ha la discrezione delle cose antiche: nasce per celebrare, mettere in scena e quasi scolpire nella memoria la stagione delle scoperte portoghesi. A Belem tutto parla di partenze, rotte e impero.

Lisbona in tram fra Se’ e Alfama

Si rientra per cambiare linea di tram e risalire la collina verso la Se’, splendida cattedrale che riporta ad una dimensione piu’ raccolta. Poco oltre si trova il Miradouro de Santa Luzia, la cui vista e’ purtroppo disturbata da antenne e cantieri. Resta comunque un ottimo colpo d’occhio sui tetti della citta’ vecchia e sul fiume. Dal punto di osservazione saliamo sul 28, lo storico tram che percorre il centro cittadino: ha la peculiarita’ di possedere tutti gli interni in legno come si conviene ad un mezzo d’epoca, nonche’ quella di sfidare le leggi di gravita’, sferragliando, fermandosi e ripartendo lungo le irte strade delle colline lusitane. Si scende a Praca do Comercio e si risale il quartiere di Estrela dove visitiamo la Basilica da Estrela, il Jardim da Estrela e l’esterno del Palacio da Assembleia da Republica. Riprendiamo lo stesso mezzo per rientrare nella zona centrale. Il tempo ci consente solo piu’ un’ultima vista dal Parque Eduardo VII.

Tram gialli in una strada storica di Lisbona.

Cristo Rei e il saluto finale al Portogallo

Si risale in auto e si punta verso sud, superando il Ponte 25 de Abril, per salire alla base del Cristo Rei, l’enorme monumento alto 110 metri eretto nel 1959 a ringraziamento per aver risparmiato il Portogallo dalla seconda guerra mondiale. A volte trovarsi in una posizione periferica finisce per essere utile. La vista dalla piattaforma che si raggiunge con l’ascensore e’ un po’ come lo scorrere dei titoli di coda su quanto visto finora in citta’ ed in generale della settimana. Sotto di noi il Ponte 25 de Abril, copia del piu’ famoso Golden Gate di San Francisco, sull’altra riva il centro cittadino con le numerose cupole di chiese, mentre a distanza s’intravedono i monumenti di Belem.

Il nostro Portogallo si chiude in questo modo: fra gli sfarzi regalati dall’impero in epoca coloniale e le ristrettezze odierne. Ancora una volta la posizione periferica talvolta paga, altre no. La sorte tocca una zona geografica in un dato momento della storia, e’ nel destino di ognuno viverci al momento opportuno o meno. A costruirne la struttura storica ci hanno pensato prima i celti, poi i romani, quindi gli invasori barbarici, i mori e gli spagnoli, per arrivare ad un’indipendenza orgogliosa appena mitigata dall’appartenenza ai colori dell’Unione Europea, che ha qui il proprio termine ultimo, il finis terrae se vogliamo usare un latinismo, sud-occidentale, oltre il quale l’unico azzurro risulta essere quello dell’Atlantico.

Resta ancora il tempo per un’ultima occhiata al mare aperto in quel di Sesimbra, localita’ balneare che fuori stagione offre un’atmosfera rilassante. L’ideale prima del rientro.

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