Giorno 5

Costa atlantica

Ancora paesi incantevoli (Obidos), faraglioni atlantici e ricche cittadine intorno alla capitale.

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Costa atlantica

Obidos tra mura e case bianche

Obidos e’ una di quelle citta’ dove il tempo sembra essersi scordato di trascorrere. Raccolta fra le mura percorribili a piedi in un periplo che permette di osservare la quotidianita’ da un punto d’osservazione privilegiato, i locali sono ormai abituati a questa violazione di privacy e proseguono come attori di un film. Le case bianche iniziano ad essere inondate dal sole, i bordi azzurri fanno da sfondo ai fiori, conferendo un’aura speciale alle facciate. I vicoli s’intrecciano aprendosi di tanto in tanto su una piazza dove sorge una delle tante chiese. Il tutto infonde una sensazione di armonia, la primavera ed i suoi colori fanno il resto.

Peniche, Sintra e Cabo da Roca

Da li’ alla penisola di Peniche ci saranno una ventina di chilometri. Il paesaggio cambia: le morbide colline lasciano spazio all’Atlantico, al suo ondeggiare irrequieto, sempre alla ricerca di conquistare ed erodere le falesie che vi si immergono. Prima pero’ vediamo la Fortaleza, una fortezza appunto, posta a difesa delle coste portoghesi ma al tempo stesso infelice centro di detenzione degli oppositori del regime di Salazar, la cui caduta vede ricorrere in questi giorni il suo quarantesimo anniversario. Il Cabo Carvoeiro presenta il solito splendido faro e le onde a dividere la terraferma dall’arcipelago delle Berlengas. In mezzo i pescherecci svelano il loro carico inseguiti da famelici gabbiani. Anche questa terra ci narra di naufragi ed incidenti provocati dal mare in tempesta, in un triste comune denominatore che parte dal nord della Galizia. E’ certo pero’ che lo sguardo agli occhi del turista non puo’ che suscitare il piacere visivo. Abbandonata la costa si torna alle verdi aree coltivate e ai villaggi agricoli. Proprio uno di questi siti riveste un ruolo nobile per il suo passato e le sue architetture: siamo a Sintra, ormai a pochi chilometri da Lisbona. Un luogo dove vegetazione lussureggiante e la ricchezza dei suoi abitanti rappresentano il binomio dominante. Con esse anche le splendide vedute delle colline, la storia e l’arte. In verita’ occorre aggiungere anche i dolci ed in particolare i travesseiros, che significa cuscino, ripieni e serviti tiepidi. La sfida, persa in partenza, e’ quella di mangiarne solo uno. Risaliamo l’erto sentiero che conduce al castello, ma non vi entriamo, cercando solo delle vedute panoramiche. I molti visitatori la rendono caotica ma questo non ne riduce il fascino impregnato di romanticismo ottocentesco.

Travesseiros
A Sintra i travesseiros rischiano di valere una sosta quasi quanto i palazzi. Hanno quel genere di dolcezza burrosa e tiepida che ti fa capire subito perche’ da queste parti non ci si fermi mai al primo.

A questo punto, anziche’ convergere su Lisbona, puntiamo ancora verso ovest per raggiungere la localita’ piu’ occidentale d’Europa, il luogo dove il sole da sempre saluta il vecchio continente per andare ad illuminare l’America.

Una scogliera rocciosa si erge dal mare sotto un cielo azzurro.

Cascais e primo ingresso a Lisbona

Cabo da Roca e’ selvaggio, un grosso faro campeggia sulle scogliere che, alte oltre 140 metri, si gettano nell’Atlantico. Il vento non conosce tregua, le piante grasse spuntano curiose coi loro fiori proprio sul limite del precipizio quasi a voler ammirare il paesaggio. Camminare lungo il bordo offre l’emozione di trovarsi su un confine a perdita d’occhio in qualunque direzione lo si guardi. Poiche’ verso ovest si puo’ andare solo via acqua, non resta che ritornare sui nostri passi in direzione est. Breve tappa a Cascais, dove la vita scorre al ritmo lento dei ricchi villeggianti provenienti da ogni parte d’Europa per svernare o per abbronzarsi. La nostra attrazione, invero deludente, e’ invece rappresentata dal mercato del pesce che ha luogo in un locale vicino al centro. Al posto dell’atteso colorito andirivieni di pescatori e commercianti ci troviamo di fronte alla compravendita di alcune casse di pesce e dopo cinque minuti le negoziazioni sono gia’ terminate. Ci spiegheranno che il pesce scarseggia e le contrattazioni seguono accordi consuetudinari. Ormai non resta che fare l’ingresso nella nostra ultima meta’: Lisbona. Parcheggiate le valigie in hotel e acquistati i biglietti che consentono di viaggiare per le prossime 24 ore su tutti i mezzi urbani, ci inabissiamo nella metro per riemergere nella sontuosa Praca do Comercio. E’ dal cuore storico e turistico della capitale che iniziamo il nostro tour. Da un lato il centro storico adagiato sulle colline, dall’altro il fiume Tago. A fare da trait d’union lo storico punto d’attracco che ha testimoniato in qualche modo il passaggio dall’Europa medievale a quella aperta sul mondo, alla scoperta ed alla conquista di nuovi territori. Passando sotto il monumentale Arco da Vitoria e percorrendo la Rua Augusta sembra di passeggiare in un salotto. I lucidi cubetti di porfido bianco risaltano e rendono un’immagine di classe quasi fossero stati passati con la cera.

Santa Justa, Rossio e Lisbona by night

A seguire vediamo l’Elevador de Santa Justa, la Estacao do Rossio, Praca Rossio e Praca da Figueira. Chiudiamo la giornata in un ristorante dove ancora una volta non puo’ mancare il pescado con la specialita’ bacalhau do bras. Nel frattempo, insieme alla bottiglia di vino bianco, scende la notte e ne approfittiamo per un giro in tram a vedere qualcosa di Lisbona by night, perdendoci in mezzo al dedalo di vicoli moreschi che portano al Castelo de Sao Jorge, nel quartiere Alfama. Sotto la luce dei lampioni il lastricato sembra risplendere di luce propria conferendo un carattere unico alla capitale.

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