Giorno 2
Madonna di Campiglio e le Dolomiti di Brenta
Passi famosi (Foscagno, Mortirolo e Tonale). Le cascate di Vallesinella
Le nuvole in parte persistono ma si sono alzate e si vedono anche sprazzi di sereno; hanno inoltre lasciato uno strato bianco sulle punte sovrastanti, neanche poi tanto in alto. Facciamo una passeggiata per il paese mentre si sta risvegliando, respirando così la vera vita di Livigno emendata dallo struscio dei turisti. I negozianti ricevono le prime consegne e si apprestano ad aprire gli esercizi, mentre scambiano quattro chiacchiere fra di loro. Prima di partire è doveroso fare gasolio a 0,785€/lt, poco più della metà di quanto si paga nel resto d’Italia. Il meteo sembra migliorare e risaliamo verso il Foscagno, dove in dogana ci lasciano passare senza controlli. La tappa successiva è Bormio (1250 mt), dove facciamo una passeggiata in centro con le nuvole che lasciano presto spazio al cielo azzurro e la temperatura è decisamente più calda. L’Adda, sebbene piccolo e ben prima di giungere al Lago d’Iseo, scorre impetuoso a causa delle piogge dei giorni scorsi. La cittadina, per quanto bella, la si visita in fretta e siamo pronti per andare a Santa Caterina di Valfurva, quando scopriamo che la strada è stata chiusa in via prudenziale per possibili frane. Rientriamo così dall’unica via possibile, quella da cui siamo venuti per uscire prima di Tirano, evitando così Edolo, ed affrontare la salita epica del Mortirolo senza averlo previsto prima. Splendida sorpresa ed esperienza per quanto da percorrere con molta attenzione a causa della strada stretta, ripida e piena di curve (32 tornanti in salita e 17 in discesa per raggiungere Monno). Fortuna vuole che incontriamo mezzi in senso inverso in punti accessibili. Resta comunque ammirevole vedere quanti salgono con la bici (non e-bike) fino al colle, tanto da sentirci nettamente inferiori a loro. Dall’alto la vista è splendida ed il cielo è terso. Raggiungiamo il Tonale dopo aver pranzato in una splendida area pic nic a Ponte di Legno, dove i tavoli sono stati distanziati per il Covid. Si trova lungo il fiume, pertanto è stato gioco facile quanto fantasioso creare rivoli d’acqua che scendono in mezzo ai prati ed alle zone relax, in un contesto decisamente gradevole. Al colle vediamo il memoriale e l’ossario della Prima Guerra Mondiale, dove sono stati raccolti i militi che vennero tumulati nei diversi cimiteri in prossimità delle zone di combattimento, fra i quali figurano anche alcuni austriaci. Siamo ormai in provincia di Trento, il cielo è sereno verso la Lombardia mentre lato Trentino presenta ancora delle nuvole. Il passo non è dei più belli, probabilmente deve la sua fama piuttosto a ragioni geografiche che panoramiche. Vi si trovano molti impianti da sci e spiccano tre cubi senza alcun balcone e senza senso, di stile tipico dei paesi est europei ma utile al tipo di sciatore mordi e fuggi.
Morbida quanto bella la discesa fino a Dimaro per risalire a Madonna di Campiglio, check in all’hotel che si trova 7km prima del paese per poi andare a prendere il sentiero nr. 10 che conduce alle cascate alte di Vallesinella dove si trovano le sorgenti del Sarca. Il sentiero è bello, sale bene, ma la segnaletica non risulta essere particolarmente chiara: vedremo le anche le cascate di mezzo e da lì, con breve risalita, di nuovo a Madonna di Campiglio. Nel frattempo inizia a piovere anche se siamo parzialmente riparati dal bosco; fortunatamente quando raggiungiamo le cascate alte sembra aprirsi e l’acqua prende a scintillare con le Dolomiti di Brenta che fanno capolino sullo sfondo tra le nebbie. Ci circondano alti pini nella zona superiore, con ricche faggete più in basso. Scendiamo a vedere le cascate di mezzo che si gettano in un anfiteatro di pietra, risaliamo a recuperare la strada asfaltata che avremmo percorso salendo con l’auto, previa prenotazione del biglietto o pagamento di 10€, cosa che fortunatamente non l’abbiamo fatto: così abbiamo compiuto tutto il giro a piedi in una sorta di anello. Inizia a fare freddo e siamo un po’ bagnati dalla pioggia presa, verso le 18,30 siamo di rientro a Madonna di Campiglio per una rapida quanto fresca passeggiata in centro a vedere il poco che ha da mostrare, ma soprattutto per ammirare la ripida pista di slalom maschile (la 3-Tre) quasi aggettante sul centro cittadino: quest’anno la gara si terrà in notturna il 22 dicembre. Il paese non ha molto di caratteristico, si estende in lungo sul fondo di un vallone poco ripido con scarsa esposizione. Anche l’architettura non è un granché, con pochi vasi fioriti, un’indole esclusivamente turistica in una conca non paragonabile a Livigno. Per garantire una buona circolazione hanno creato un tunnel parallelo al paese, scavato nella montagna con ben tre uscite, per poi scendere verso Pinzolo (cittadina che fa comune con Madonna di Campiglio). Per il resto è un susseguirsi di negozi, turisti sfaccendati e bel verde intorno. L’hotel Genzianella da fuori risulta quasi vetusto, con aiuole poco manutenute in un contesto non molto turistico. Anche le camere sono modeste, anche se adatte alle nostre esigenze. Al contrario il ristorante è un ritrovo di gente delle grandi città in soggiorno a Madonna. Tutto ben apparecchiato, camerieri dall’accento romano che ostentano professionalità e cibo ricercato a scapito dell’ambiente rustico. Cosa che apprezziamo relativamente, anche viste le dosi non proprio da osteria. Alla fine mangeremo bene, ma in un contesto particolare e non del tutto consono alle aspettative. Ci sono più turisti rispetto a Livigno e ne vedremo ancora di più nei prossimi giorni nella parte centrale delle Dolomiti. È ricominciato a piovere, pertanto non c’è lo spazio per una passeggiata.
IT
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