Giorno 15
Bakhtapur
Bhaktapur, il terremoto non ha distrutto la storia – il rientro, ovvero il sogno diventato realtà
Bhaktapur, ultimo giorno in Nepal
Fra questi tasselli uno è sicuramente la cittadina di Bhaktapur. A soli 8 km dalla capitale, rappresentava con Kathmandu e Patan un vertice di quel triangolo di città Stato che 400 anni fa vissero un periodo di particolare fioritura architettonica, grazie a una positiva concorrenza fra loro. Non ci risultava però che dovesse essere così interessante, pur tra le rovine causate dal recente terremoto. In particolare la piazza principale è un autentico gioiello dove spiccano templi e palazzi degni di ogni riguardo. Ma tutto il borgo centrale ci fa ritornare a uno scenario di medioevo-presente dove agiscono artigiani, monaci e popolani.

Tre ore scorrono velocissime e bisogna rientrare alla base dove dobbiamo ancora pagare il nostro tributo allo shopping. Cosa che non costa nemmeno molta fatica, viste le varie e gradevoli alternative esposte nei negozi di Thamel. Anche da questo si vede la fantasia e la laboriosità di un popolo, fiero delle proprie tradizioni e del proprio artigianato. Alle 17 scocca l’ora del raduno in hotel e della partenza verso l’aeroporto. Felicità e malinconia, nostalgia che inizia ad affiorare prim’ancora che il presente si trasformi in passato. Sono luoghi dove è facile sentirsi a casa, è gente con la quale è facile sentirsi amici. Ma questa volta l’aereo della Etihad non ha intenzione di restare a terra o di fare ritorno come è successo ieri a Lhasa. La storia finisce qui e finisce bene, ancora una volta ci sentiamo grati e legati agli amici che lasciamo in questa terra e lo siamo anche per le lezioni che ci hanno saputo insegnare. Nella speranza di averle sapute cogliere, memorizzare e mettere in pratica.
IT
Commenti
0 approvati





